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Domenica, 28 Aprile 2024
Sanità

Approvati i progetti di fattibilità per 29 case di comunità e 10 ospedali di comunità

L’importo complessivo degli interventi è di poco inferiore a 71 milioni di euro

La Direzione strategica dell’Asp di Catania ha approvato, in linea tecnica e in linea amministrativa, i progetti di fattibilità tecnico-economica di 29 Case di Comunità (CdC) e di 10 Ospedali di Comunità (OdC), finanziati nell’ambito della Missione 6 Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). L’importo complessivo degli interventi è di poco inferiore a 71 milioni di euro, di cui 66 milioni circa da finanziamento Pnrr e 5 milioni da Bilancio Aziendale, per: - 29 Case di Comunità che saranno realizzate a: Acireale, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Caltagirone, Castiglione di Sicilia, Catania (3), Fiumefreddo, Giarre, Grammichele, Gravina di Catania, Linguaglossa, Militello Val di Catania, Mineo, Mirabella Imbaccari, Misterbianco, Palagonia, Paternò, Pedara, Piedimonte Etneo, Ramacca, Randazzo, San Giovanni La Punta, San Gregorio di Catania, Scordia, Viagrande.

Altri10 ospedali di Comunità saranno realizzati a: Acireale, Adrano, Caltagirone, Catania, Linguaglossa, Mineo, Paternò, Ramacca, Randazzo, Vizzini. I progetti di fattibilità tecnico-economica sono stati interamente redatti da professionisti reclutati per tali obiettivi e coordinati dai Rup (responsabile unico procedimento) del reparto tecnico, diretto da Francesco Alparone. Per la realizzazione degli interventi, in armonia con le indicazioni dell’Assessorato regionale alla Salute, gli atti sono stati inviati a Invitalia che, in qualità di Centrale di Committenza, procederà alla pubblicazione dei bandi per l’affido degli appalti integrati. Le Case di Comunità sono il fulcro della nuova rete territoriale al quale il cittadino può accedere per poter entrare in contatto con il sistema di assistenza sanitaria e sociosanitaria.

Nelle Case di Comunità i cittadini potranno trovare assistenza 24 ore su 24, ogni giorno della settimana, con un’offerta di servizi costituita da: medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali interni, infermieri di famiglia e comunità, altri professionisti sanitari, supportati da adeguata strumentazione tecnologica e diagnostica di base (ecografo, elettrocardiografo, spirometro, ecc.).

Le Case di Comunità si distinguono in Hub e Spoke, alla luce delle caratteristiche orografiche e demografiche del territorio, al fine di favorire la capillarità dei servizi e maggiore equità di accesso, in particolare nelle aree interne e rurali.

Gli ospedali di Comunità sono, invece, strutture intermedie tra l’assistenza domiciliare e l’ospedale ed hanno l’obiettivo di evitare ricoveri inappropriati alle strutture ospedaliere, supportando al meglio il processo di dimissione dalle strutture di ricovero e garantendo assistenza a pazienti con condizioni complesse.

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