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Autobus e disagi, nuovo sciopero il 4 febbraio

"I lavoratori sono ormai stanchi, privati dello stipendio, ad oggi siamo fermi al pagamento di una parte di dicembre 2018 e gennaio 2019", spiega la Faisa-Cisal

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della Faisa-Cisal, con il quale la sigla sindacale annuncia lo sciopero di giorno 4 febbraio 2019.

"Continua la protesta della FAISA-CISAL a tutela di tutti i lavoratori per l’aggravarsi della crisi economico/finanziaria dell’Azienda Metropolitana Trasporti Catania Spa che vede il socio unico Comune di Catania totalmente disinteressato hai problemi dell’Azienda. Gli allarmi lanciati già dal mese di ottobre 2018 da parte del Segretario Romualdo Moschella, invitando più volte il Sindaco a prodigarsi per la partecipata più importante e garantire ai cittadini catanesi la mobilità, ad oggi sono stati vani. I lavoratori sono ormai stanchi, privati dello stipendio, ad oggi siamo fermi al pagamento di una parte di dicembre 2018 e gennaio 2019, senza nessuna garanzia per i mesi a venire e nessuna sicurezza sul futuro della partecipata, a peggiorare la grave situazione dell’AMT Catania Spa è l’ulteriore taglio che la Regione Siciliana sta valutando per tutto il TPL Siciliano pari a quasi il 28 %, ovvero passando da € 156.751,877,56 a € 115.871,886,29 lanciando nello sconforto tutte le Aziende Siciliane. Pertanto, la nostra O.S. a tutela di tutto il personale ha proclamato un nuovo sciopero di 4 ore per il giorno 22 febbraio 2019, valutando la possibilità di raccogliere in assemblea tutti i lavoratori in piazza Università".

"Scusandoci sin da ora con i cittadini per il disagio non possiamo far altro che protestare per un disastro annunciato - afferma Romualdo Moschella segretario regionale del Sindacato Faisa Cisal - non recepito da chi ha la responsabilità di tutta la città di Catania. Pur dispiacendoci di dover assumere una nuova iniziativa che inevitabilmente causerà disagio all’utenza e alla città - spiega il dirigente sindacale - siamo costretti, nostro malgrado, a proseguire nell’azione di protesta avviata per tutelare AMT Catania, i suoi lavoratori e gli stessi cittadini/utenti. Ed infatti, l’atteggiamento dell’Amministrazione Comunale di silenzio e disinteresse verso la partecipata più importante del Comune di Catania impone di assumere ogni iniziativa in grado di consentire di avere certezza sul mantenimento di un servizio essenziale quale è quello del trasporto pubblico locale".

"Il Comune di Catania, quale proprietario e debitore di AMT, - prosegue l’esponente di Faisa Cisal - ha l’obbligo e il dovere come da noi più volte richiesto a nome dei lavoratori di indicare quale strategia, quale politica e quali azioni intende assumere nel campo del trasporto pubblico locale alla luce del dissesto dell’Ente proprietario in considerazione degli ingenti crediti vantati nei confronti dello stesso Ente. Al Comune - conclude Moschella - chiediamo di sbloccare ad AMT le risorse, fra l’altro dovute, per pagare stipendi e impegni improrogabili e di garantire il rispetto del contratto di servizio esistente la possibilità di programmazione dell’azione industriale e, oggi più che mai, di confrontarsi nell’interesse dell’Azienda, dei lavoratori e della Città".

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