Busta con feci sul tavolo di un magistrato catanese: "E' una minaccia"

Una busta da lettere con dentro delle feci è stata depositata sul tavolo dell'ufficio della dottoressa Maria Fascetto Sivillo, magistrato della sesta sezione civile del Tribunale di Catania. Depositata una denuncia

Una busta da lettere con dentro delle feci è stata depositata sul tavolo dell'ufficio della dottoressa Maria Fascetto Sivillo, magistrato della sesta sezione civile del Tribunale di Catania. Questo è quanto ha denunciato ai Carabinieri dallo stesso magistrato che, dopo essersi rivolta ai suoi legali, è convinta che il gesto sia "chiaramente intimidatorio". A "turbare" la donna anche il dettaglio che "l'oggetto sarebbe stato spedito il 7 maggio", data in cui era stata convocata a Roma, davanti al Csm, per rispondere dell'accusa di aver minacciato il direttore di Enna di Riscossione Sicilia

"Al termine dell’udienza celebratasi nell’aula sita al primo piano del Dipartimento di via Crispi, la dottoressa si recava presso la propria stanza situata al secondo piano del medesimo dipartimento - scrive in un esposto-querela la stessa Fascetto Sivillo - Proprio lì si notava poggiata sul tavolo della propria scrivania una busta in carta pergamena alla medesima indirizzata, con l’indicazione manoscritta della destinataria e dell’indirizzo, la prima con penna blu e sottolineato con penna rossa; inoltre, sulla busta era apposto un timbro postale, il quale riportava la data del 7 maggio 2018, senza alcuna indicazione del mittente". "Pertanto - continua il testo  -a Dott.ssa Fascetto Sivillo, com’è sua consuetudine fare e pensando che si trattasse di un invito, in considerazione della busta in carta pergamena utilizzata, provvedeva ad aprire la busta e, con suo grande stupore e sgomento, rinveniva all’interno della stessa un foglio di carta bianca semplice ripiegato su stesso, contenente a sua volta un altro ritaglio di foglio di carta bianco sporco di una sostanza di colore marrone, che dal cattivo odore emanato verosimilmente lasciava presumere che si trattasse di escrementi".

"Immediatamente, attonita ed esterrefatta per tale grave ed incomprensibile gesto indirizzato ai suoi danni da soggetti ignoti - si legge ancora nella querela - la dottoressa si recava presso gli uffici dei Carabinieri in sede per denunciare l’accaduto e di consegnare l’oggetto del crimine". "Occupandosi la medesima di esecuzioni immobiliari, la dottoressa è rimasta particolarmente turbata dall’accaduto, temendo ed interpretando tale gesto quale atto intimidatorio nei suoi confronti".

Sul movente e sui presunti autori, il magistrato spiega di non sapere chi possa aver materialmente compiuto il gesto. "Fascetto Sivillo non nutre alcun particolare sospetto in ordine a chi possa essere l’autore di tale riprovevole gesto - spiegano i legali - né ha percepito direttamente o direttamente ricevuto minacce o qualsiasi altra forma di contestazione nel corso delle proprie udienze, tale da poter ricollegare un avvenimento particolare con quanto oggi accaduto".

Ma ci sarebbe una "coincidenza", come scrive l'avvocato rappresentate del magistrato, Giuseppe Lipera, che avrebbe "ulteriormente turbato" la donna. "Atteso che sulla busta 'incriminata' era apposto un timbro postale datato 7 maggio 2018 - continua - e cioè la stessa data in cui la medesima si trovava fuori sede, perché convocata dinnanzi al Consiglio Superiore della Magistratura, in un procedimento incoato nei suoi confronti, per un’asserita minaccia (risalente al 2009 ben nove anni fa) in danno di un direttore della sede di Enna, Fabio Maria Sutera (soggetto mai conosciuto dall’esponente), dalla Riscossione Sicilia s.p.a., in persona dell’allora legale rappresentante, Avv. Antonio Fiumefreddo che recentemente ha dichiarato: 'abbiamo denunciato la Dott.ssa Fascetto, facendo semplicemente il nostro dovere' ".

"Tutto quanto sopra confermando, ritenendo assolutamente grave ed allarmante che il suddetto plico, dal contenuto misterioso nonché apertamente e fortemente intimidatorio sia stato rinvenuto all’interno della stanza in cui la dottoressa esercita le proprie funzioni di magistrato", il legale chiede l'intervento delle istituzioni per fare chiarezza ed intervenire. 

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