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Muore al quinto mese di gravidanza, l'avvocato: " Un medico obiettore non è intervenuto"

Secondo la ricostruzione dei parenti, un medico obiettore di coscienza,si è rifiutato di estrarre uno dei due feti, che aveva già gravi difficoltà respiratorie, fino a che fosse stato vivo

E' stata aperta un'inchiesta sulla morte di Valentina Milluzzo, la 32enne al quinto mese di gravidanza deceduta all'ospedale Cannizzaro dopo 17 giorni di ricovero. I funerali della donna sono stati momentaneamente bloccati perché è stata disposta l'autopsia e sequestrata la cartella clinica.

La magistratura sta provvedendo ad identificare il personale medico in servizio, che è indagato come atto dovuto per omicidio colposo. Secondo la ricostruzione dei familiari riportata dal legale uno dei medici che assistiva la partoriente, obiettore di coscienza, si sarebbe rifiutato di estrarre uno dei feti, che aveva già gravi difficoltà respiratorie, finché fosse rimasto vivo.

"La signora al quinto mese di gravidanza - sostiene il penalista - era stata ricoverata il 29 settembre per una dilatazione dell'utero anticipata. Per 15 giorni va tutto bene.Poi la situazione precipita. Ha la febbre alta che è curata con antipiretico. Ha dei collassi e dolori lancinanti. Lei ha la temperatura corporea a 34 gradi e la pressione arteriosa bassa. Dai controlli - aggiunge - emerge che uno dei feti respira male e che bisognerebbe intervenire, ma il medico di turno, mi dicono i familiari presenti, si sarebbe rifiutato perché obiettore: 'fino a che è vivo io non intervengo', avrebbe detto loro".

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