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Cantieri irregolari, sospese 3 attività e sanzioni per 240 mila euro

Per 3 ditte è stata disposta la sospensione delle attività imprenditoriali, avendo riscontrato una percentuale di lavoratori in nero pari o superiore al 20 per cento della forza lavoro presente come previsto dal testo unico 81/2008

I militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Catania, nell'ambito di servizi finalizzati a prevenire gli infortuni sul lavoro e le “morti bianche” nonché  a reprimere le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e  contrastare il fenomeno del lavoro nero nel settore  edile, d’intesa con il dirigente della Direzione Territoriale del Lavoro di Catania, Dott. Fausto Piazza, hanno negli ultimi giorni sottoposto a controllo  11 cantieri edili, hanno rilevato complessivamente la presenza di 16 lavoratori privi di alcuna tutela assicurativa e previdenziale, ovvero completamente in nero.

Per 3  ditte è stata disposta la sospensione delle attività imprenditoriali, avendo riscontrato una percentuale di lavoratori in nero pari o superiore al 20% della forza lavoro presente come previsto dal testo unico 81/2008 a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, così come recentemente modificato a dicembre 2013.

Durante i controlli i militari hanno rilevato un approccio “distratto” o superficiale  a queste tematiche: addirittura ci si inventa imprenditori, si reclutano persone in difficoltà economica e si parte per lavorare senza alcun minimo requisito legale come l’iscrizione alla Camera di Commercio, o essere in possesso di requisiti tecnico professionali abilitativi idonei per svolgere l’attività imprenditoriale.

Tutto questo genera una disparità e, quindi, una concorrenza sleale del mercato del lavoro: da un lato le aziende strutturate trovano difficoltà nel reggere il confronto con aziende totalmente sommerse che offrono prezzi di mercato bassi, dall’altro si verifica il rischio che le aziende sane “affossino” nel  fallimento o si adeguino ad una gestione irregolare d’impresa. 
Di sicuro quello che viene compromesso è la sicurezza materiale dei lavoratori che è il primo settore su cui talune aziende tendono a risparmiare, poiché viene ritenuto un bene immateriale ma soprattutto un “costo” insostenibile. Ma il rimedio, una volta verificata l’irregolarità, diviene peggio che l’osservanza della norma. Inoltre il mantenere lo stipendio del lavoratore basso o peggio il farsi restituire una parte dello stesso, con la minaccia del licenziamento, costituisce un’attività estorsiva che in altre aree dell’isola hanno già portato in carcere alcuni imprenditori che la praticavano, arrestati dai CC per la Tutela del Lavoro della Sicilia.  

A conclusione delle attività sono state contestate:
- sanzioni amministrative per complessivi euro 81.000,00;
- n. 36 contravvenzioni per un totale di euro 247.264,00 di ammende;
- un  recupero contributivo agli Enti previdenziali ed assistenziali di euro 15.200,00.
Per quanto concerne le sospensioni imprenditoriali, ora i datori di lavoro per ottenere la riapertura delle attività dovranno regolarizzare i dipendenti irregolari, versare parte delle sanzioni e dovranno versare i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori non corrisposti. Solo adempiute tali incombenze, I militari accertatori del Nucleo CC Tutela Lavoro permetteranno la riapertura dell’attività.
 

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