Caos Meridi-Forté, Uil chiede l'intervento del prefetto a tutela dei lavoratori

Le nubi sul futuro della società che fa capo a Nino Pulvirenti mettono in agitazione creditori, lavoratori e anche i tifosi del Calcio Catania

Si addensano le nubi sul futuro dell'impero del patron del Calcio Catania Nino Pulvirenti. La grave crisi del gruppo Meridi, di cui fa parte la società che gestisce i supermercati a marchio Forté, è finita dinanzi al tribunale fallimentare e il legale che rappresenta gli interessi di Pulvirenti ha chiesto l'avvio dell'amministrazione controllata.

Una richiesta osteggiata dal pubblico ministero, in attesa che il tribunale decida il da farsi. Intanto i creditori aspettano alla finestra, così come il fisco, e il futuro di centinaia di lavoratori appare a rischio.

Sul punto è intervenuta la Uil: "Cinquecento lavoratori, cinquecento famiglie, vivranno nella disperazione questo Natale perché incolpevoli vittime del caos-Fortè. Tutto sta avvenendo nel silenzio assordante delle istituzioni politiche".

Così il sindacato ha fatto appello al prefetto di Catania per convocare una riunione urgente "quale primo passo verso la richiesta di interventi del Governo nazionale e di quello regionale ai quali solleciteremo l’adozione di misure per favorire il passaggio del personale Fortè ad altre aziende della media e grande distribuzione organizzata”.

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I segretari generali di Uil e UilTucs Catania, Enza Meli e Giovanni Casa hanno inoltre aggiunto: “Abbiamo seguito con attenzione e senso di responsabilità la vertenza, segnata da uno sconcertante balletto di ipotesi avanzate dall'azienda per scongiurare il fallimento: dalla proposta di concordato, al piano di ristrutturazione, all'amministrazione controllata. Non entriamo nel merito di questioni e decisioni che spettano soltanto alla magistratura. Noi di Uil e Uiltucs siamo preoccupati unicamente per la voragine occupazionale che si è aperta ai danni dei lavoratori dei supermercati Fortè, moltissimi a Catania, e dei dipendenti delle imprese fornitrici, alcune tanto drammaticamente esposte da rischiare la … morte per crediti”.

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