Cronaca

Caso Basilotta, Procura di Catania: "Operato nel rispetto della legalità"

"Nessuna trattativa tra Stato e Basilotta ma al contrario rigoroso accertamento delle responsabilita', pur nel doveroso tentativo di operare perche' le imprese confiscate o sequestrate continuino a vivere, nel rispetto della legalità, e costituiscano esempio di possibile sviluppo". E' quanto si legge in una nota della Procura Distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Catania

"Nessuna trattativa tra Stato e Basilotta ma al contrario rigoroso accertamento delle responsabilita', pur nel doveroso tentativo di operare perche' le imprese confiscate o sequestrate continuino a vivere, nel rispetto della legalità, e costituiscano esempio di possibile sviluppo". E' quanto si legge in una nota della Procura Distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Catania in merito alla vicenda che riguarda l'azienda 'Incoter', confiscata a Vincenzo Basilotta, già condannato in appello per concorso esterno in associazione mafiosa, in procinto di cedere il suo piu' proficuo ramo d'azienda alla 'Judica Appalti', amministrata dal fratello Luigi Basilotta, indagato per truffa aggravata. Circostanza che ha indotto il vicepresidente della Commissione antimafia, Claudio Fava, ad annunciare una interrogazione al ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

"La Dda di Catania - prosegue la nota della Procura distrettuale -ha chiesto e ottenuto il sequestro a fini di confisca delle societa' nelle quali detiene una partecipazione Vincenzo Basilotta e tra queste anche la Incoter e la Judica Appalti. La Incoter, per la quale la Procura aveva chiesto il sequestro del 100% delle quote, e' stata confiscata in primo grado nella quota del 66,66%, il che consente di amministrare la societa' per mezzo di amministratori giudiziari; la Judica Appalti, invece, e' stata confiscata solo per il 30% con conseguente nomina di amministratore non giudiziario".

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