'Cerchio magico', si deciderà oggi il rinvio a giudizio per Adolfo Messina e gli altri

Questa mattina il Gup di Catania deciderà se rinviare o meno a giudizio l'ex presidente della Pubbliservizi Adolfo Messina. Secondo le accuse sarebbero al centro di un "complesso sistema corruttivo"

Si è aperta questa mattina alle 9, in aula Gup, l'udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio scaturita nell'operazione della Guardia di Finanza 'Cerchio magico' sulla gestione della Pubbliservizi. Tra gli imputati l'ex presidente Adolfo Maria Messina, 61 anni, e un consulente della partecipata pubblica, Alfio Massimo Trombetta, entrambi ritenuti i promotori e gli organizzatori della presunta truffa. Il giudice per l'udienza preliminare dovrà decidere oggi se accogliere o meno le richieste della Procura della Repubblica e portare a processo, oltre a Messina e Trombetta, anche Raffaello Giovanni Pedi, di 43 anni, responsabile della manutenzione edilizia e componente di alcune commissioni di gare d'appalto che la Procura ritiene pilotate, Rosario Simone Graziano Reitano, di 36 anni, imprenditore ed Alfio Giuffrida, 59 anni, amministratore di una ditta per la "costruzioni di edifici".

Tra gli indagati anche Salvatore Branchina, 58 anni, Responsabile unico dei procedimenti (Rup) della Pubbliservizi Spa, che ha collaborato alle indagini. Archiviata la posizione dell'imprenditore Santo Nicotra, di 44 anni. Reitano e Pedi hanno chiesto l'accesso al patteggiamento. Un imputato ha chiesto termini a difesa per il cambio del legale che l'assiste.

Il presunto sistema di corruzione

Quello scoperto dalla Guardia di finanza di Catania, agli inizi dello scorso Luglio, sarebbe un sistema di presunta corruzione ed appalti truccati che vede come protagonisti da un lato i vertici della Pubbliservizi - nelle persone dell'ex presidente Adolfo Messina, del responsabile del reparto Manutezione edilizia Raffaello Giovanni Pedi e del consulente Alfio Trombetta - e dall'altro imprenditori del settore dell'energia elettrica e dell'edilizia, privilegiati nell'assegnazione di lavori pubblici gonfiati o mai effettuati. Un 'do ut des' che, secondo le indagini svolte dalle fiamme gialle, portava nelle tasche dei due uomini regali di lusso da parte di quello che gli investigatori definiscono il "cerchio magico" del presidente Messina.

Il Procuratore Carmelo Zuccaro: "Pubblici funzionari corrotti per appalti"

Le accuse

Automobili, Rolex da 23 mila euro e feste di compleanno, pagate dagli amministratori delegati di tre società. Un meccanismo collaudato che seguiva un cliché ormai noto che, in sei mesi di indagine, sarebbe costato circa 200 mila euro ai contribuenti della provincia di Catania. Una cifra che però, come spiegava in conferenza stampa il pm Fabio Regolo, "sarebbe potuta essere molto superiore, se non fossimo intervenuti con le nostre indagini e con le misure cautelari". Le indagini, avrebbero fatto emergere quello che per la Guardia di finanza è "un collaudato sistema corruttivo orchestrato dall'ex Presidente della Pubbliservizi, Messina ,e dal suo stretto collaboratore Trombetta che, avvalendosi del contributo determinante di Pedi, indirizzavano l'affidamento di lavori e servizi a imprese traendone svariate utilità". L'aggiudicazione degli appalti, sostiene la Procura di Catania, è "avvenuta in violazione della normativa di evidenza pubblica rappresentata dal Codice degli Appalti". L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro e dai sostituti Fabio Regolo e Fabio Saponara. 

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