Il botta e risposta. Confcommercio: "Cronaca di un pesante fallimento". Bianco: "Alcuni commercianti ostili"

E' ancora scontro tra Confcommercio Catania e il Comune. Una lunga lettera firmata dal presidente del direttivo dell'As.Com di Confcommercio, Giovanni Saguto, ha aperto nuovamente il dibattito fatto di incomprensioni e delusione. "Senza giri di parole - si legge nella nota - Le dobbiamo rassegnare la nostra assoluta delusione per questi primi due anni di amministrazione". Bianco: "A due anni registriamo, purtroppo, un atteggiamento pregiuzialmente ostile da parte di alcuni esponenti dei commercianti, compreso qualche funzionario, forse delusi per non aver ottenuto l'assessorato richiesto in campagna elettorale per uno di loro

E' ancora scontro tra Confcommercio Catania e il Comune. Una lunga lettera firmata dal presidente del direttivo dell’As.Com di Confcommercio, Giovanni Saguto, ha aperto nuovamente il dibattito fatto di incomprensioni e delusione.  “Senza giri di parole – si legge nella nota – Le dobbiamo rassegnare la nostra assoluta delusione per questi primi due anni di amministrazione. Ci saremmo aspettati ben altro ed invece registriamo la cronaca di un pesante fallimento. Eppure, due anni fa, sembrò a tutti che con la Sua Giunta avremmo potuto rivivere quei momenti di entusiasmo e di speranza che con grande sapienza, ormai vent’anni fa, aveva saputo instillare in noi catanesi”.

 “E’ mancato il confronto – si legge –, avete fatto confusione, non siete riusciti a risolvere alcun problema, avete creato guai in materia di viabilità sbagliando tutto ciò che era umanamente possibile sbagliare. Basta fare un rapido giro per percepire un profondo e diffuso senso di scoraggiamento soprattutto in quei concittadini imprenditori che ancora e pervicacemente continuano a tenere in piedi le proprie aziende pur sapendo che, almeno nell’immediato, le cose non potranno che peggiorare”.

L'elenco dei problemi non manca. Il piano dehors, i parcheggi, il nodo Gioeni, il Lungomare e la nuova viabilità in Corso delle Province. Solo per citarne alcuni. “La nostra è una città gravemente ammalata: lo dimostra la classifica 2014 sulla qualità della vita che ci vede perdere 9 posti, ponendo Catania tra le ultime 10 città- conclude la nota - L’Amministrazione ha finora coperto le sue palesi incapacità con un metodo assai antico: panem et circenses, gettando fumo negli occhi con operazioni spot ma senza avere una visione complessiva dei contenuti della Città”.

Puntuale la risposta del Sindaco Bianco. "L'Amministrazione comunale di Catania risponde alla cosiddetta 'Lettera aperta' firmata dal Consiglio direttivo della Confcommercio della città di Catania, presieduta da Giovanni Saguto. Dobbiamo purtroppo constatare - si legge nella nota - come la lettera evidenzi in maniera drammatica i problemi di incomunicabilità di una ristretta parte di commercianti che si sta rivelando impreparata ad affrontare con le armi della flessibilità, della disponibilità e dell'innovazione le sfide che il mercato e la crisi impongono ormai all'intera società.  E che si tratti di una ristretta parte della categoria lo dimostra il fatto che il presidente regionale e quello provinciale di Confcommercio hanno chiamato il Sindaco per prendere le distanze da certe prese di posizione contenute nella lettera. Da due anni registriamo, purtroppo, un atteggiamento pregiuzialmente ostile da parte di alcuni esponenti dei commercianti, compreso qualche funzionario, forse delusi per non aver ottenuto l'assessorato richiesto in campagna elettorale per uno di loro. Probabilmente da questo nasce il livore di personaggi sempre pronti a stringere accordi per poi rinnegarli, sempre pronti a invocare il confronto per poi pretendere che, calpestando ogni regola della democrazia partecipativa, le imposizioni di qualcuno diventassero legge. Sempre pronti a scrivere fiumi di parole, come in questa lunghissima 'lettera aperta', riguardanti soltanto in minima parte i problemi dei commercianti perché si tratta di comunicati stampa di un partito-ombra di opposizione che tradisce dunque la funzione di occuparsi dei problemi della categoria. In una parola, inaffidabili".

"Da questo atteggiamento da oppositori politici - continua la nota  - è derivato un atteggiamento di grande rissosità che in qualche caso ha persino indirettamente causato, creando un esasperato clima di scontro, problemi di ordine pubblico, come in occasione dell'aggressione di un ciclista 'reo' di aver portato musica in una manifestazione, il Lungomare liberato, sgradita alla frangia più oltranzista - per fortuna una sparuta minoranza - dei commercianti.  Peraltro, proprio il Lungomare liberato, così come il Castello Ursino liberato, hanno visto crescere progressivamente i consensi degli autentici imprenditori del commercio, degli esercenti che hanno, come dimostrano dai fatti, incrementato i loro affari. Gli stessi che apprezzano e notano con favore come la città sia piena di turisti, le navi da crociera siano ritornate ad attraccare numerose e la reputazione di Catania continui a crescere visibilmente".

"Eppure – prosegue la nota – questi esponenti e funzionari hanno continuato, parlando spesso a nome di chi non la pensava affatto come loro, a reiterare sempre i medesimi concetti adottando la tattica del disco rotto, con la speranza che, continuando a ripetere cose non vere, dilungandosi con articoli infiniti per conquistare maggiore spazio sui giornali, i cittadini finissero ugualmente per crederci. Per fortuna questo non è mai avvenuto. E i cittadini, anzi, hanno alla fine compreso cosa ci fosse dietro tutto questo livore di certi personaggi” "Se dunque questi commercianti e funzionari - conclude la nota - vogliono continuare a comportarsi da politici, facciano pure. Ma sappiano che, da questo momento, non rappresentano più una categoria ma un piccolo partito, e che dovranno sottoporsi dunque alle regole della politica".

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