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Coronavirus, Musumeci: "Se dati non miglioreranno, altri 15 giorni di zona rossa e scuole chiuse"

Le restrizioni entreranno in vigore da domani, 17 gennaio, sino a giorno 31. Il presidente della Regione ha annunciato una nuova stretta nel caso in cui gli indici di contagio non dovessero abbassarsi

Una lunga conferenza stampa per lanciare l'allarme sui dati attuali del contagio, che veleggiano intorno ai 2mila casi in più al giorno sull'isola, e sulla possibilità di proroga delle misure restrittive. Il presidente della Regione Nello Musumeci, nella sede istituzionale etnea, con gli assessori Armao, Razza e Lagalla, ha fatto il punto sulla situazione del contagio in Sicilia alla vigilia dell'introduzione della zona rossa che sarà in vigore dal 17 al 31 gennaio e che prevederà forti limitazioni (con la proibizione aggiuntiva delle visite ad amici e parenti) e la chiusura delle scuole superiori, con le lezioni in dad anche per le seconde e terze classi della scuola media.

Le parole di Musumeci 

"La decisione della zona rossa è stata sofferta e meditata - ha esordito Musumeci - e i dati hanno indicato l'esigenza di misure restrittive. Il ministro della Salute Speranza si è reso conto che la zona rossa per tutta la Regione era l'unico possibile rimedio".

Poi Musumeci ha lanciato un avviso molto duro: "Se i risultati, al termine del periodo di zona rossa, non saranno soddisfacenti prorogheremo le misure restrittive e tutte le scuole di ogni ordine e grado e queste ultime proseguiranno con la didattica a distanza". Quindi se i dati del contagio, al 31 gennaio, non dovessero scendere sensibilmente c'è il "rischio" di avere una Sicilia zona rossa per ulteriori due settimane - sino a metà febbraio - e le scuole saranno chiuse alla attività in presenza con il proseguimento con la didattica a distanza.

Video | L'intervista all'assessore Razza

Il presidente, sul punto, ha chiarito: "Le scuole non sono un focolaio ma se il dato non calerà saremo costretti ad intervenire. Le misure saranno efficaci solo con il rispetto delle regole e serviranno controlli, per questo ho fatto appello ai sindaci e ai prefetti. Poi c'è sempre chi la vuole cotta e chi la vuole cruda: c'è una fascia di scontenti che si lamentano, legittimamente e per questioni personali, sempre".

"Siamo in guerra - ha aggiunto Musumeci - e l'unico desiderio che diventa un diritto è evitare che la gente muoia. Il dato del contagio è preoccupante. Al contempo abbiamo raggiunto ottimi risultati con la campagna di vaccinazione".

L'indice Rt e la scuola

Sui dati, del contagio e dei vaccini, si è soffermato l'assessore alla Salute Ruggero Razza che ha evidenziato come sia stata superata la soglia di sicurezza del cosiddetto contact tracing (250 casi positivi su 100mila persone) in diversi distretti siciliani e come anche l'indice Rt dopo le feste abbia subito una impennata. "Dobbiamo tutelare il sistema sanitario - ha detto Razza - e garantire, così come stiamo facendo con la riconversione di molte strutture, le cure a chi non è malato di Covid. Abbiamo fatto delle valutazioni con il Cts siciliano e ci siamo confrontati con il ministro: in tutta Europa le restrizioni sono quelle che garantiscono il calo dei contagi. Le zone rosse producono un abbassamento del 50% ed è necessario frenare la trasmissione del virus".

Video | "Scuola luogo sicuro"

Ha concluso l'assessore Lagalla con delega all'Istruzione che ha evidenziato come la settimana appena trascorsa sia stata indicata dagli esperti come quella "di maggiore ricaduta per i contagi maturati durante le feste" e da qui la decisione di proseguire con la dad. Sono stati avviati gli screening per il ritorno a scuola degli alunni delle scuole d'infanzia, elementari e della prima media e l'assessore ha annunciato che qualora vi siano condizioni di particolare diffusione del contagio in una comunità i sindaci, in accordo con le Asp, potranno determinare la chiusura delle scuole e la sospensione delle attività didattiche in presenza. Nessun cenno è stato fatto, invece, sui ristorti per gli esercenti e le altre categorie produttive che "subiranno" le dure conseguenze della zona rossa.

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