Cronaca

Da Catania a Thiene per la truffa dello specchietto: denunciato

Una Mercedes nera con a bordo un catanese che, dopo aver sorpassato le auto, facevano accostare i conducenti poche decine di metri più avanti per poi mettere in atto il piano di furto. Ma la mossa è stat scoperta e denunciata

Truffatore dello specchietto in trasferta: E.D., un 34enne catanese che, arrivato nel Thienese, è stato incastrato da due scaltri automobilisti. Come riferisce la polizia locale, A.M., un 70enne di Marano Vicentino, alla guida di una Renault di recente immatricolazione, stava percorrendo via Gombe in direzione Thiene centro. Poco prima del sottopasso ferroviario notava una Mercedes di colore nero parcheggiata sul margine destro della strada, a ridosso della carreggiata, con due persone a bordo.

A causa del rallentamento del traffico, si affiancava per pochi istanti all'autovettura in sosta e sentiva un colpo sulla propria carrozzeria, constatando immediatamente che la mercedes si poneva subito dietro la propria autovettura ed uno degli occupanti gli faceva segno di accostare nel parcheggio del vicino ristorante. Appena fermato, l'uomo veniva avvicinato dal passeggero della Mercedes che gli faceva notare il danno del proprio specchietto retrovisore.

Constatando che il maranese non era disponibile a pagare alcunchè nè a compilare la constatazione amichevole, il passeggero della mercedes iniziava a pronunciare frasi minacciose del tipo: "ti rovino". Il maranese non si faceva intimidire ed invitava gli occupanti della mercedes a seguirlo al vicino comando di polizia locale. Saliva quindi in auto e si recava presso il comando di polizia locale, senza però essere seguito dalla Mercedes, che si allontanava per altra destinazione.

Per tale motivo, presso gli uffici della polizia locale, la vittima sporgeva regolare denuncia per il reato di tentata truffa. Circa venti minuti dopo giungeva in comando una ragazza 35enne residente a Sarcedo, che riferiva avere assistito ad un episodio quasi analogo in via Europa, tra Thiene e Sarcedo. Precisava infatti che i due occupanti di una Mercedes nera si erano resi responsabili di un sorpasso nei confronti del conducente di un'auto di colore beige e di averlo costretto ad accostare poche decine di metri più avanti. La donna non si fermava ma forniva importantissimi elementi che permettevano di risalire all'identificazione del conducente e, presto, anche del suo passeggero. 

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