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Decreto sisma, ancora si attende. I comitati: "A breve si dovranno lasciare gli hotel"

Mentre si aspetta l'intervento del governo con la ricostruzione i comitati degli sfollati mettono a punto una serie di proposte per migliorare il decreto

L'appello è stringente ed è quello di "fare presto". I terremotati, dopo la notte di Santo Stefano, attendono con ansia i segnali concreti del governo nazionale. Segnali che passanno dall'approvazione del decreto per la ricostruzione e la sua conversione in legge.

Dopo l'incontro dei comitati con i candidati a sindaco di Zafferana Etnea e a seguito di alcune indiscrezioni sul contenuto del testo è iniziata a serpeggiare la preoccupazione. Se prima, infatti, alcuni deputati pentastellati avevano annunciato stanziamenti per 300 milioni di euro per i prossimi tre anni e il potenziamento della macchina degli uffici comunali per far fronte alla ricostruzione, adesso sembra che le cifre si siano ridimensionate.

Inoltre nella prima bozza erano presenti anche dei fondi per le attività turistiche, gli agriturismi e simili che avevano subito danni e calo, fisiologico, del volume d'affari. Il cosiddetto decreto sisma è stato inserito all'interno dello sblocca cantieri, un'altra misura su cui punta forte l'esecutivo giallo verde ma che tarda a giungere ad una approvazione definitiva.

Salvatore Scalia, ex procuratore generale di Catania, è il rappresentante del comitato che riunisce gli sfollati post terremoto e fa il punto sullo stato d'animo che si respira nel territorio: "C'è la gente che è in albergo e attende novità. Se non ve ne saranno dovranno abbandonare a breve le strutture. Il commissario Foti sta prendendo provvedimenti in merito per cercare di prolungare i tempi ma sinora il cas, il contributo per l'autonoma soddisfazione, arriva in un secondo momento e molte famiglie non hanno la liquidità necessaria per affittare un immobile e pagare la caparra".

Sull'attesa del decreto Scalia afferma che "l'inserimento del cosiddetto decreto sisma nello sblocca cantieri probabilmente ne sta rallentando l'iter e, ma questo compete alla politica, penso si stiano cercando tutte le coperture in bilancio. La prima bozza vista era simile al decreto per Ischia, se vi sono modifiche da fare si possono apportare nel momento della conversione in legge".

"Ad esempio occorre potenziare gli uffici comunali perché la ricostruzione passerà anche da lì. Noi come comitati vogliamo fare la nostra parte e tra di noi ci sono tanti professionisti che si sono riuniti in gruppi di lavoro e studio per elaborare proposte che consegneremo alla politica per modificare, in meglio, il decreto", ha concluso Scalia.

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