Edilizia, il calo dell'occupazione nel catanese nasconde lavoro nero

A lanciare l’allarme è il segretario generale della Fillea Cgil di Catania, Giovanni Pistorio, che in una nota ufficiale diffusa alla stampa analizza un settore che “somiglia ad un' ecatombe”

“Nel settore edile catanese, a causa del perdurare della crisi ed in assenza di una nuove e valide pratiche, l’ illegalità rischia di agire da padrona. Questo è purtroppo ciò che emerge dall’analisi di alcuni dati”.

La denuncia di Fillea Cgil

A lanciare l’allarme è il segretario generale della Fillea Cgil di Catania, Giovanni Pistorio, che in una nota ufficiale diffusa alla stampa analizza un settore che “somiglia ad un' ecatombe”. Ma per Pistorio, non è neanche lontanamente immaginabile che oltre 10.000 lavoratori edili catanesi nel giro di otto anni siano andati a vivere sulla luna: “tanti lavorano poco, in nero ed in condizione di assoluto pericolo fisico. Ci chiediamo: è mai possibile che cali così tanto l’occupazione in edilizia e nel contempo cresca il numero degli infortuni sul lavoro ed il numero delle morti bianche? Evidentemente no. La Fillea di Catania si batterà affinché non si possano impiegare nei lavori edili, spesso nello stesso cantiere, operai con contratti di lavoro diversi da quello edile e la cui formazione e le cui azioni a sostegno di salute e sicurezza non sono quelle idonee al settore”.

Per il sindacato catanese, “la legge e chi legifera deve fare la sua parte e ci stupisce, in negativo, il fatto che nessuno dei candidati alla Presidenza della Regione Sicilia, parlando di lotta alle illegalità, abbia messo nella sua agenda politica la complessa questione del DURC per congruità nei lavori edili pubblici e privati. Eppure il settore edile è quello più vulnerabile in tema di illegalità e quello che più ha risentito, nella nostra regione, dei colpi della crisi. Per questo chiediamo che i candidati alla Presidenza della Regione si esprimano chiaramente, spiegando attraverso quale risorse e con quali mezzi intendano rafforzare la presenza sul territorio degli ispettori del lavoro”.

I dati esaminati dal sindacato

Veniamo ai dati in possesso della Fillea. La riduzione dell’occupazione è del 28% su base nazionale, del 44% in Sicilia e per quanto riguarda la provincia di Catania del 52%. Nello stesso periodo il numero di imprese attive in provincia è diminuito dell’ 11,2% così come soprattutto è drasticamente diminuito il numero di addetti dichiarati da ogni singola azienda, tanto è vero che più del 90% di esse conta meno di 5 dipendenti.

“Ma mentre per ciò che riguarda il limite dimensionale delle aziende il processo è indice di un grave ritardo e totale paralisi di nuovi lavori, in parte determinato dalla crisi e per larghi versi indice di una scarsa capacità di innovarsi, - prosegue Pistorio- il fenomeno che deve preoccupare maggiormente è il calo del numero degli addetti dichiarati ed il crollo del 32% del valore aggiunto nell’attività edile nel periodo 2008-2014. C’è da chiedersi quanti pesi in tutto questo l’irregolarità, soprattutto nel lavoro edile. Crediamo che l’immediato rinnovo del contratto nazionale di lavoro degli edili potrà essere lo strumento indispensabile attraverso il quale combattere l’illegalità. Come? Con la rivisitazione dello strumento della certificazione contributiva, ma anche rilanciando la politica salariale e attuando un profondo processo di rilancio dell’intero comparto, nonché interpretandone il cambiamento". 

Sicurezza e retribuzioni

"Il tutto a garanzia delle norme che ne disciplinano le attività e a partire dalla sicurezza e dalla formazione delle nuove competenze di cui necessita il settore; questi sono gli altri obiettivi altamente qualificanti della nuova piattaforma contrattuale. Sul fronte delle irregolarità, -conclude  il contratto nazionale è uno strumento indispensabile per dare risposte rispetto al lavoro nero o 'grigio' che con sempre maggiore frequenza e facilità si riscontra nei cantieri".

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La Fillea crede, inoltre, che il documento unico di regolarità contributiva, il cosiddetto DURC, non debba più essere lo strumento attraverso il quale si attesti burocraticamente la regolarità. Molte aziende dichiarano di utilizzare 3/4 dipendenti per realizzare grattacieli ed ottengono il DURC. Noi abbiamo chiesto che il rilascio del Durc avvenga per congruità, ossia bisogna valutare e certificare il reale apporto di manodopera. Deve essere reso impossibile a chi delinque attraverso l’evasione , di poter ricevere la certificazione di regolarità contributiva. Ancora a proposito di DURC, un'altra condizione che bisogna urgentemente modificare è quella del meccanismo di rilascio per l’intera impresa e non per il singolo cantiere, poiché in questi casi è difficile potere avviare verifiche sulla presenza di lavoro nero e non solo. Nei cantieri pubblici e privati si assiste, spesso, a delle pratiche assurde di oltraggiosa concorrenza salariale che, inique ed irregolari, favoriscono le peggiori forme di illegalità che danneggiano le imprese che rispettano le regole, e anche i lavoratori che, sottopagati operano in precarie condizioni di sicurezza. Per quanto ci riguarda il nostro impegno per rispondere alle illegalità ed alle irregolarità, nonché per rafforzare il potere di acquisto dei lavoratori attraverso un nuovo contratto nazionale che dia risposte in un comparto in via di trasformazione è e sarà massimo. E se il CCNL non verrà rinnovato entro dicembre ci mobiliteremo in tutti i posti di lavoro facendo sentire le nostre ragioni ed il nostro peso”.

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