Finge un guasto alla macchina per estorcere denaro, in manette 29enne

Un gruppo di ragazzi pretendeva 120 euro da un loro 'amico', fingendo un guasto ad un'auto causato da gocce d'acqua nella benzina

Foto di repertorio

Con una banale scusa, estorcevano denaro ad un 20enne loro compaesano, ma il loro "giochetto" è costato caro. I carabinieri di Pedara hanno proceduto all’arresto  del 31enne Flavio Ricardo Rapisarda al fermo  di un 29enne e alla denuncia di un 16enne di Trecastagni, tutti ritenuti responsabili del concorso in estorsione.

Il giovane vittima dei soprusi ha raccontato ai carabinieri che da alcuni giorni era vittima di atti intimidatori da parte di tre giovani del luogo che pretendevano soldi. Tutto ha avuto inizio quando il poveretto, su invito del 29enne, che riferiva di essere rimasto in panne con l’auto, acquistava una tanica di benzina del valore di 5 euro. Riaccendendo il motore, ha poi simulato un guasto ed accusato il 20enne di avergli fornito del carburante con delle tracce d’acqua. Questo danno, secondo lui, sarebbe ammontato ad almeno 120 euro. A nulla sono valse le rimostranze della vittima che aveva solo acquistato la benzina a titolo di cortesia per l’amico in difficoltà: "Devi pagare il danno e basta!", gli ripetevano.

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Il gruppo di ragazzi ha quinidi iniziato a vessare la vittima, terrorizzandolo in tutti i modi e richiendo la somma in tre tranche, di cui la prima di 50 euro. I carabinieri hanno invitato il giovane a presentarsi all’appuntamento – stabilito dal minorenne tramite sms - con Rapisarda, che è stato ammanettato nel preciso istante in cui ha preso dalle mani della vittima la banconota da 50 euro. Condotto in caserma e posto di fronte alle proprie responsabilità, ha confessato tutto. L'uomo si trova ora a piazza Lanza.

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