Ex dipendenti Bellini: senza lavoro per un telegramma mai arrivato

Da un anno gli ex lavoratori combattono con le istituzioni, con la scuola e con la Cooperativa MaxiClean per tornare a lavoro. Mercoledì scorso hanno anche protestato davanti la sede della scuola e due di loro sono saliti sul terrazzo

Continua la protesta degli ex lavoratori del liceo Vincenzo Bellini di Catania che questa mattina si sono riuniti davanti la Provincia etnea in attesa della decisione del consiglio straordinario di rinnovare o meno la convenzione con l’ istituto.

In caso la Provincia rinnovi l’accordo, i sette ex dipendenti della scuola sono pronti ad occupare la sede governativa in via Prefettura per far sentire nuovamente la loro voce.

Il nostro calvario lavorativo inizia un anno fa, quando la gara d’appalto per la concessione dei servizi di pulizia dell’istituto musicale è stata vinta dalla Maxiclean, ditta di Scafati dichiara Grazia Collica, 52 anni La nuova ditta, nonostante la gara sia stata fatta ad hoc per noi 14 dipendenti, è riuscita attraverso un escamotage a non farci lavorare”

Sembra, infatti, che il mancato recapito di una comunicazione postale agli ex dipendenti del conservatorio musicale da parte della ditta vincitrice dell’appalto abbia provocato il licenziamento dei custodi.

I signori della MaxiClean dichiarano di aver mandato dei telegrammi a tutti i dipendenti continua Collica Nelle lettere comunicavano di presentarci presso un albergo di Catania e firmare il nuovo contratto di lavoro. Ma questi telegrammi non sono mai arrivati ed adesso ci troviamo senza lavoro perché non ci siamo presentati.  Solo due colleghi, prossimi alla pensione, hanno ricevuto la comunicazione. Chissà come mai!”.

Da un anno, i sette ex lavoratori combattono con le istituzioni, con la scuola e con la Cooperativa MaxiClean per tornare a lavoro. Mercoledì scorso hanno anche protestato davanti la sede della scuola e due di loro sono saliti sul terrazzo dell'istituto.

“Ho perso la mia dignità di persona dichiara Giuseppe Serra 57 anni – Da un anno chiedo di riavere il mio posto di lavoro ma ancora oggi non ho ottenuto risposta. Non riesco più a soddisfare le esigenze dei miei figli,  in famiglia siamo in cinque e solo io lavoravo. Fino a qualche mese fa ho preso la disoccupazione ma adesso siamo senza sostegno e in una situazione difficile”

Zappala Salvatore 42 anni è tra i sette disoccupati del liceo Vincenzo Bellini di Catania, l’uomo che lavorava nella scuola dal 1989 è dovuto tornare a vivere con la madre di 67 anni perché non può più pagare l’affitto e le bollette di casa.

“L’anno scorso sono salito, in segno di protesta, sul tetto della scuola e alla fine sono stato portato in caserma, speravo che il mio gesto muovesse un po’ le acque ma niente, tutto fermo - dichiara  Alfio La Spina 39 anni Sono rammaricato, ho perso il mio posto di lavoro dopo 15 anni di servizio. La mia situazione familiare è precaria, ho una figlia piccola e sono dovuto andare a vivere da mia suocera perché non posso più permettermi una casa e una pranzo decente”.

Infine abbiamo ascoltato la triste storia di Alfio Torrisi, 45 anni con un mutuo alle spalle e una figlia adolescente.  “In famiglia non stiamo vivendo questa situazione bene dichiara Torrisi - ho un mutuo sulle spalle e mia moglie da giugno non riceve lo stipendio. Sono demoralizzato non so più a chi credere, le istituzioni e la scuola ci hanno abbandonato. Io spero che qualcuno si metta una mano sulla coscienza per trovare una soluzione, siamo stanchi e la disoccupazione, che un po’ ci dava sostegno, è terminata”.

 

 

 

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