Festa di Sant'Agata, la tradizione dei ceri nella storica cereria Gambino

E', infatti, tradizione che ogni devoto porti in offerta a "Santaituzza" una candela, di varie dimensioni, lungo il percorso della processione. Fedeli che corrono per la città con questi ceri accesi, anche da 100 chili, sulle spalle. Il perchè di questa tradizione lo abbiamo chiesto al proprietario della cereria Gambino

"Signorina la festa è cominciata", con queste parole vengo accolta nella Cereria della famiglia Gambino.  Il negozio in questione, si occupa della vendita all'ingrosso di cere, candele, ceroni. “Prodotti raffinati e di prima qualità” questo è quanto si legge sull’insegna della bottega davanti piazza San Placido. Come dargli torto? In strada, ormai, c’è grande fervore, tutte le insegne con la scritta “W. S.Agata” sono illuminate, i venditori ambulanti di dolciumi sono in postazione. Non mancano, ovviamente, i devoti coi loro sacchi bianchi e verdi, tenendo in mano una candela da offrire alla Santa.

E', infatti, tradizione che ogni devoto porti in offerta a  "Santaituzza" una candela, di varie dimensioni,  lungo il percorso della processione. Fedeli che corrono per la città con questi ceri accesi, anche da 100 chili, sulle spalle. Lo fanno, dicono, per chiedere “La Grazia”. Poi caricate sul fercolo, le candele vengono lasciate a bruciare per qualche minuto, per poi essere scaricate  e fare spazio alle nuove offerte. Infine,  vengono messe da parte per essere riciclate e rivendute.

Per saperne di più, abbiamo intervistato il proprietario di uno dei negozi più antichi di Catania, appunto, “La Cereria Gambino”.
Da quanto tempo ha questa attività?
"Assai! Duecento anni circa. Questo negozio è andato di generazione in generazione, di padre in figlio. Personalmente, ho lavorato per ben ottantadue anni.  Ora sono in pensione, ma in questi giorni di confusione do una mano ai miei figli".

Come mai ha voluto proseguire il lavoro di famiglia?
"Passione. Un termine che oggi si usa poco. Mio padre ha dedicato molto a questo negozio e volevo continuare a fare lo stesso. Per lasciare la stessa cosa ai miei figli. Non avrei potuto fare altrimenti".

Ma lei è devoto?
"Io devoto? No. Oggi come si fa a essere “devoti” di questa festa? Forse un tempo lo ero".

Ma anche in questo settore si  avverte questo crollo economico?
"Sì, povertà c’è! Molta. Anche qui ne risentiamo, non sono più i tempi di una volta. Adesso si campa 'picca e nenti".

Piccola curiosità, ma la candela più grossa che avete realizzato?
"La più grossa risale a qualche anno fa, duecentocinquanta chili!".

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