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Fondiaria Sai, in manette la famiglia Ligresti: indagato fratello di La Russa

Dal mattone alla finanza, un impero che si sgretola a colpi di inchieste giudiziarie: nel mirino finiscono prima i trust riconducibili a Salvatore Ligresti, poi i conti di Fonsai, fino ai rapporti con Mediobanca e la fusione con Unipol

Quasi tutta la famiglia Ligresti, originaria di Paternò, in manette. E tra gli indagati anche Vincenzo La Russa, fratello del politico Ignazio. E’ l’epilogo dell’indagine della procura di Torino sulla Fondiaria Sai.

Dal mattone alla finanza, un impero che si sgretola a colpi di inchieste giudiziarie: nel mirino finiscono prima i trust riconducibili a Salvatore Ligresti, poi i conti di Fonsai, fino ai rapporti con Mediobanca e la fusione con Unipol.

Arrestate le figlie di Ligresti Jonella e Giulia Maria. Il padre Salvatore ai domiciliari. In carcere anche gli ex amministratori delegati Emanuele Erbetta e Fausto Marchionni e l’ex vicepresidente della società, Antonio Talarico. Ricercato in Svizzera, invece, un altro dei figli di Ligresti, Paolo. 

Le ipotesi di reato, secondo quanto si apprende, sono di falso in bilancio aggravato per grave nocumento al mercato e manipolazione del mercato.

Secondo gli inquirenti il bilancio del 2010 fu falsificato, sottostimando la voce "riserva sinistri" per circa 800 milioni al fine di nascondere un passivo della società. E quel bilancio fu alla base anche del prospetto per l'aumento di capitale del luglio 2011.

La gran parte dei provvedimenti sono stati eseguiti a Milano, tranne che per Lionella Ligresti, arrestata a Cagliari, Erbetta a Novara e Marchionni in Toscana. Il provvedimento, ha spiegato la Guardia di Finanza di Torino, è stato originato dal pericolo di fuga e di reiterazione del reato. 

I figli di Salvatore Ligresti, infatti, erano soliti spostarsi utilizzando aerei privati, e per questo il Gip del Tribunale di Torino, Silvia Salvadori, ha ritenuto sussistesse il pericolo di fuga che ha portato all'ordinanza di custodia cautelare nei loro confronti. Lo si evince dall'ordinanza del gip, documento di 136 pagine. Il gip Salvadori scrive che per i figli di Ligresti le condizioni del pericolo di fuga emergono dalla ''facilità nel reperimento di immediati mezzi di trasporto necessari per un rapido spostamento'' e, in particolare, di aerei ed elicotteri.

In una intercettazione telefonica tra Fausto Marchioni e un altro manager, A.A., si evince che Jonella Ligresti, presidente di Fonsai, era solita ordinare ai suoi collaboratori il noleggio di aerei Falcon per spostarsi. Il gip riporta nell'ordinanza questa intercettazione tra A.A e Marchionni: ''Però ora mi possono anche chiedere: 'Scusi, 6.000 euro l'ora, costa il Falcon'! Me lo vieni a raccontare tu per quale motivo, (Jonella Ligresti, ndr) va avanti e indietro come una trottola?''.

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