"Fridays for future", corteo a Catania per lo sciopero globale del clima

A Catania, il corteo partito da piazza Roma, si snoderà lungo la Via Etnea per concludere la marcia in piazza Università. Gli attivisti, a fine manifestazione, consegneranno al comune di Catania la richiesta di varare un provvedimento sull'emergenza climatica

È il giorno della terza edizione dei 'Fridays for future', il movimento nato sull'onda del clamore sollevato dalla 16enne attivista svedese Greta Thunberg.  Si tratta della giornata conclusiva della settimana di mobilitazione mondiale promossa da Fridays For Future, il movimento internazionale ispirato all’azione dell’attivista svedese. Il movimento chiede ormai da mesi, nelle città di tutto il mondo, di ascoltare il grido d’allarme lanciato dalla comunità scientifica e rivolge a governi e istituzioni a più livelli la richiesta di prendere provvedimenti immediati per contrastare il cambiamento climatico, con un conseguente cambio di rotta nel sistema politico e produttivo. Scioglimento dei ghiacciai, siccità, desertificazione, eventi climatici estremi, migrazioni forzate, estinzione di interi ecosistemi sono solo alcuni dei fenomeni che già oggi si verificano su tutta la Terra.

A Catania, il corteo partito da piazza Roma, si snoderà lungo la Via Etnea per concludere la marcia in piazza Università. Gli attivisti, a fine manifestazione, consegneranno al comune di Catania la richiesta di varare un provvedimento sull'emergenza climatica.

Diversi Paesi e oltre 600 consigli comunali hanno dichiarato, infatti, grazie anche alle pressioni di Fridays For Future, lo stato di Emergenza Climatica e Ambientale. Anche in Italia vari Comuni (tra cui Milano e Napoli), diverse Scuole e Università stanno facendo lo stesso. A conclusione della marcia gli attivisti consegneranno al Comune di Catania la richiesta di varare un provvedimento analogo; in particolare le rivendicazioni sul piano locale sono: azzeramento delle emissioni nette di gas serra del Comune di Catania entro il 2030; incentivare la mobilità sostenibile (tra cui potenziare il trasporto pubblico locale, favorire l’uso delle biciclette, estendere le ZTL e le aree pedonalizzate), potenziare il sistema di raccolta differenziata, impegno concreto nella piantumazione di alberi e nella riduzione della plastica.

"Chiediamo la transizione immediata dal modello fossile a quello delle energie pulite e rinnovabili, per evitare all'Italia, all'Europa e al mondo intero gli effetti degli sconvolgimenti climatici: catastrofi naturali, gravi carestie e i conseguenti fenomeni migratori fuori scala”, dichiara Sofia Tortorici, referente di Fridays For Future Catania.

“Dobbiamo accelerare la transizione verso un’Italia senza emissioni di gas serra - continua - La mobilitazione deve continuare per reclamare l’attenzione delle classi dirigenti del mondo alla ormai riconosciuta presenza di una emergenza climatica e ad applicare delle misure urgenti e concrete per contrastarne le cause”.

“I report scientifici dell’ultimo anno sul cambiamento climatico hanno evidenziato più che mai la necessità di un cambiamento profondo del sistema in cui viviamo, che è stato reclamato da milioni di giovani nelle piazze di tutto il mondo nei mesi passati” dichiara Paolo Putrino, portavoce di Fridays For Future Catania. “Serve un cambio radicale del nostro sistema economico e produttivo, e deve essere fatto secondo criteri di equità, facendo pagare a chi ha inquinato il prezzo della riconversione, e non scaricandolo sulle classi sociali più deboli: questa per noi è la giustizia climatica”.

“Le richieste e le sfide sono tante. Ma dobbiamo essere in grado di affrontarle se abbiamo a cuore il nostro Pianeta e il nostro futuro - conclude il Portavoce del movimento - Anche il comune di Catania deve assumersi le proprie responsabilità: solo con un impegno da parte di tutti saremo in grado di fermare la catastrofe che ci aspetta. Noi non ci arrendiamo: continueremo a protestare e a manifestare finché non avremo garanzie sul futuro ci stanno rubando. Per chiunque abbia a cuore questi temi, il momento è ora: dopo sarà troppo tardi; se il 27 settembre saremo in tanti le istituzioni non potranno più ignorarci”.

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