Giarre, disposta la chiusura del Pronto Soccorso: presentato ricorso al Tar

"È un passo ufficiale per esprimere la volontà di un intero territorio che ha subito le scelte errate di una politica disattenta alle proprie esigenze, ledendo i propri diritti e generando una palese ingiustizia da tutti avvertita e da tanti contrastata", è quanto dichiarato dalla Rete delle Associazioni Jonica

Lo scorso 4 luglio 2015, un pool di legali ha depositato, per la notifica all'Assessorato alla Salute ed all'Asp Catania, il ricorso al Tar relativo alla delibera Asp n. 664 del 20 aprile 2015 con cui è stata disposta la chiusura del Pronto Soccorso. "È un passo ufficiale per esprimere la volontà di un intero territorio che ha subito le scelte errate di una politica disattenta alle proprie esigenze, ledendo i propri diritti e generando una palese ingiustizia da tutti avvertita e da tanti contrastata", è quanto dichiarato dalla Rete delle Associazioni Jonica .

Gli Avvocati Giovanni Parisi ed Angelo D’Anna, che hanno collaborato per la presentazione del ricorso, affermano: “Siamo soddisfatti per avere potuto rappresentare nelle sedi competenti le legittime istanze della Cittadinanza, dando voce alle tante perplessità che negli anni sono state oggetto di inascoltate denunce e proposte e che, con l’adozione dei provvedimenti impugnati, si sono concretizzate con l’azione giudiziaria avviata”.

Prosegue Angelo D’Anna, Presidente dell’associazione “Città Viva” uno dei componenti attivi de La Rete sin dal suo nascere: “Un primo “segnale forte” è stato dato. Mi sento di ringraziare tutti coloro che a vario titolo hanno collaborato nell’opera di sensibilizzazione e per la sottoscrizione e raccolta dei fondi a sostegno delle azioni a difesa dell’Ospedale. Ringrazio i colleghi Avvocati che oggi e nel futuro prossimo collaboreranno gratuitamente per l’affermarsi del nostro comune diritto calpestato. E’stata posta una questione di giustizia e legalità, speriamo adesso negli sviluppi. È comunque un primo passo cui ne seguiranno altri nel breve periodo”. 

Salvatore Garraffo, vice presidente del “centro aiuto alla vita”, anche lui dal 2008 componente  impegnato della Rete esclama: ”Finalmente si parte! Abbiamo dimostrato a noi stessi - tutti protagonisti della stessa tragedia - che il nostro non è uno spettacolo ma la rappresentazione ‘in corpore vivo’ di una situazione drammatica da cui, liberi cittadini pensanti, ci vogliamo fortemente tirare fuori con tutti i mezzi civili che la società ci mette a disposizione. Crediamo ancora oggi, con la forza di tutti, che non sia stata scritta la parola fine sul destino della sanità del nostro territorio”.  

“Noi tutti della Rete – dichiara Francesco Camuglia, presidente dell’associazione “Madre Teresa” tra i volontari operanti per anni nel Presidio ospedaliero di Giarre – siamo stati sempre uniti per il nostro diritto alla salute. Vogliamo il nostro ospedale ed il pronto soccorso”. 
Infine, Francesco Candido, presidente dell’associazione Confcommercio Giarre  dichiara: “Dimostriamo anche oggi che la nostra azione è forte e chiara ed in contrapposizione alle tante parole ed esigue attività a cui abbiamo assistito sino ad ora. Lavoriamo per aver riaffermato il diritto alla salute ed alla vita che maldestramente qualcuno ha ben pensato di sottrarre ai cittadini del distretto”.

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Il ricorso è stato sottoscritto da 33 soggetti rappresentanti di associazioni e privati cittadini e, tra questi, anche alcuni rappresentanti delle istituzioni giarresi. I legali predisporranno nelle prossime settimane un ulteriore atto formale, in specie un intervento adesivo o ad adiuvandum, con il quale sarà data la possibilità a quanti lo vorranno, di aderire al procedimento già avviato, partecipando anch’essi all’azione legale che è espressione dell’intero hinterland jonico-etneo.
 

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