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Giorno della memoria: una 'forchetta' ritrovata in mare racconta la strage catanese

Per ricordare tutti coloro che persero la vita per cause storiche legate al nazi-fascimo, vi proponiamo un aneddoto ripreso da Dario Lopes, noto apneista milazzese che in passato ha lavorato nel campo dell'archeologia subacquea riportando a galla decine di cimeli sommersi. Tra questi anche una forchetta con una storia tutta da raccontare...

Oggi è il giorno della memoria, dedicato alle vittime della Shoah. Per ricordare tutti coloro che persero la vita per cause storiche legate al nazi-fascimo, vi proponiamo un aneddoto ripreso da Dario Lopes, noto apneista milazzese che in passato ha lavorato nel campo dell'archeologia subacquea riportando a galla decine di cimeli sommersi. Tra questi anche una forchetta in alpacca, fabbricata durante il periodo bellico- o poco prima - nello stabilimento 'Amato Aloisio' di Catania.

"Qualche giorno fa, durante una battuta di pesca subacquea - racconta Lopes - incastrata tra le rocce del fond o trovo una forchetta. Mi accorgo subito che si tratta di una forchetta piuttosto antica che a prima vista sembra essere d'argento. Naturalmente la recupero e tornando a casa, esaminandola meglio, mi rendo conto che non è d'argento ma d'alpacca, una lega metallica detta anche argentone con la quale un tempo venivano fabbricate le posate. Sul manico c'è inciso un marchio mezzo cancellato dalla permanenza sul fondo, ma quel che rimane si legge ancora bene: 'Amato Aloisio - Catania'. La mia curiosità si accende subito, basta una veloce ricerca in rete e, incrociando i dati che ottengo, dalla mia forchetta arrivo incredibilmente ad un eccidio nazista".

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Gli Amato Aloisio erano commercianti ed industriali catanesi, in via Stesicoro già alla fine dell'800 producevano e vendevano borse, armi e posate di alpacca, come spiega lo stesso Lopes. Durante la seconda guerra mondiale la famiglia Amato Aloisio per sfuggire ai bombardamenti alleati su Catania sfollò nella propria villa di Mascalucia, ai piedi dell'Etna. Il 10 Luglio del 1943 le forze alleate sbarcarono sulla costa meridionale siciliana e di conseguenza le truppe tedesche iniziarono a ritirarsi in direzione Messina, per attraversare lo Stretto. Il 3 Agosto i tedeschi in fuga sono nella zona di Mascalucia, nella ritirata lasciano alle loro spalle una lunga e sanguinosa serie di saccheggi e di stupri, tentano di impossessarsi soprattutto di ogni mezzo di trasporto, dai muli agli autocarri.

"Nella villa degli Amato Aloisio si impossessano di tre cavalli, il vecchio Giovanni Amato Aloisio tenta di opporsi ed i tedeschi, pur avendo davanti un ottantenne inerme, lo uccidono brutalmente. A Mascalucia uccidono altre due persone che si ribellano ai soprusi, qualche giorno dopo a Castiglione di Sicilia per rappresaglia rastrellano e fucilano sommariamente 16 persone. Fu la prima strage nazista sul territorio italiano, strage mai ricordata e commemorata....La forchetta adesso fa bella mostra di sé tra i miei "cimeli", la Memoria e la Storia passano anche attraverso le piccole cose".

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