Tsunami Grillo, piazza Università stracolma "alla faccia dei sondaggi"

"A Catania non c'è nessuno". E' l'affermazione del leader del M5S che si prende gioco dei sondaggi nel profilo facebook. In realtà una "marea umana" - oltre 8mila -ha seguito le sue parole e gli attacchi al Governo e ai partiti

Mai così piena. Stracolma. Piazza Università accoglie Grillo per la seconda volta: ieri, il numero dei presenti, era addirittura superiore alla prima "visita". Mentre gli altri partiti giocano la loro sfida all'interno dei media televisivi, il leader del M5S continua a spopolare nelle piazze italiane, questa volta siciliane.

Le parole sono forti, dure: incisive. Grillo, grazie alla sua capacità di intrattenere la folla, tocca temi importanti, utilizzando frasi pungenti: "I francesi puntino i missili sul Parlamento italiano, non in Mali" afferma. Subito dopo, punta il dito contro la stampa, grazie alla solita ironia, che scalda il pubblico presente: "Adesso la repubblica scriverà: sono terrorista" conclude.

Attacca il Pd: "Per quello che hanno fatto con il Monte dei Paschi di Siena andrebbero processati". Si scaglia contro Monti: "Noi faremo l'agenda cinque stelle, vogliamo ridiscutere tutto. Non accettiamo più l'agenda Monti, fatta in accordo con le banche".

Poi rivolge un appello a tutti i cittadini catanesi, invitando loro ad andare a votare: "Cuffaro diceva che anche se non andate a votare, i voti li abbiamo lo stesso. Stavolta dobbiamo, invece, votare e decidere del nostro futuro". Non risparmia nemmeno la classe dirigente catanese, attaccando duramente la gestione del Comune etneo: "Sono dilettanti allo sbaraglio".

Non dimentica di elencare i punti più importanti del programma elettorale del movimento: "Togliere l'Irap, made in Italy solo per chi produce in Italia, chiusura di Equitalia, sconti contributivi per chi assume giovani under 35". Semplificare la burocrazia è l'altra battaglia che Grillo invoca a gran voce: "Digitalizzare i tribunali, leggi finanziarie semplici e comprensibili da tutti".

Presenti anche gli eletti all'Ars siciliano, sostenuti dalle parole del leader genovese: "Si sono ridotti lo stipendio del 70% e sono incensurati". Infine l'appello finale, rivolto alla città di Catania: cambiare registro e costruire un futuro diverso.

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