I cadaveri delle 10 donne migranti a Catania: "Erano ad un passo dalla salvezza"

A dirlo è Gianluca D'Agostino, comandante della nave Dattilo della Guardia Costiera che ieri è intervenuta in aiuto dei migranti vittime dell'ultimo naufragio

“Quelle donne erano a un passo dalla salvezza, perderle è la cosa peggiore...”. A dirlo è Gianluca D'Agostino, comandante della nave Dattilo della Guardia Costiera che ieri è intervenuta in aiuto dei migranti vittime dell’ultimo naufragio.

La nave è giunta al Porto questa mattina dopo aver recuperato i corpi di dieci donne morte nell'ultimo naufragio di un gommone nel Canale di Sicilia. A bordo dell'imbarcazione anche 348 extracomunitari, comprese 86 donne e tre minorenni, soccorsi in più interventi di salvataggio nel mare Mediterraneo. Tra loro anche i 107 superstiti della tragedia.

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Sulla Diciotti la notte scorsa sono saliti, portati da una motovedetta, investigatori della polizia di Stato della squadra mobile della Questura di Catania per avviare le prime indagini del caso. "Quando siamo intervenuti il gommone era collassato, i tubolari si erano stretti e non c'era più spazio all'interno” racconta Gianluca D'Agostino, comandante della nave Dattilo della Guardia Costiera, al giornale della protezione civile.

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“I nostri uomini hanno operato in una situazione particolarmente delicata sia per le pessime condizioni del mare, sia dal punto di vista psicologico. Quelle donne erano a un passo dalla salvezza, perderle è la cosa peggiore... I corpi senza vita delle donne - ha aggiunto D'Agostino - sono stati trovati all'interno del gommone. Normalmente le donne vengono posizionate sul fondo del gommone. Ed essendosi piegato sono state risucchiate sotto l'acqua. Chi si doveva salvare, si poteva salvare solo salendo sopra”. I gommoni, ha detto ancora il comandante, sono partiti da Tripoli con un forte vento che veniva dalla costa. “Se sotto costa il mare era calmo - ha aggiunto - una volta arrivati al largo i migranti hanno trovato onde che arrivavano anche a due metri. Onde che per barche così malmesse e così cariche sono assolutamente insostenibili".

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