Librino, bar "vittima" del racket: fermi per affiliati clan Santapaola-Ercolano

L'attività investigativa è stata avviata solo alcune settimane fa a seguito dei riscontri sulle prime dichiarazioni del collaboratore di giustizia Santo La Causa che ha indicato un bar di Librino come vittima del "pizzo"

E' cominciata alle prime luci dell'alba l'operazione condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Catania nei confronti di sei persone per il reato di estorsione, aggravata dal metodo mafioso.

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L’attività investigativa è stata avviata solo alcune settimane fa a seguito dei riscontri sulle prime dichiarazioni del collaboratore di giustizia Santo La Causa che ha indicato un bar di Librino come vittima del racket. Con il coordinamento della Procura della Repubblica, i carabinieri hanno quindi predisposto un servizio di osservazione nei pressi dell’esercizio pubblico al fine di sorprendere in flagranza gli esattori del “pizzo” e i risultati non si sono fatti attendere.

Tre giorni fa, infatti, si è presentato presso il bar un individuo per riscuotere la quota mensile destinata al clan. I carabinieri hanno osservato attentamente i movimenti dell’uomo il quale, entrato nel locale pubblico e fatto un cenno al proprietario, ha controllato che all’interno non ci fossero appartenenti alle Forze di Polizia.

L'uomo si è, così, avvicinato al titolare del locale e si è fatto consegnare il denaro. Ma mentre si dirigeva verso l’uscita, i militari erano proprio lì ad attenderlo. Lo hanno bloccato e trovato in possesso di 200 euro. L’esattore, identificato in Davide Enrico Finocchiaro, 27enne, di Catania, è stato arrestato in flagranza di reato per estorsione aggravata dal metodo mafioso in quanto ritenuto affiliato al clan “Santapaola-Ercolano”.

L’attività d’indagine della Procura e dei Carabinieri non si è risolta però con l’arresto dell'uomo. Il bar in questione sarebbe stato infatti vittima del racket sin dal 2004 quando i titolari furono costretti per timore di ritorsioni verso la propria persona e verso la loro proprietà a pagare mensilmente il “pizzo”. La ricomposizione degli eventi degli ultimi otto anni resa possibile dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia e dai riscontri effettuati dai Carabinieri ha così consentito di identificare coloro, che nel tempo, si sono alternati per la riscossione delle mazzette. La Direzione Distrettuale Antimafia, sulla base degli elementi raccolti, ha così emesso il provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di altri sei soggetti tutti appartenenti al clan “Santapaola-Ercolano” ritenuti responsabili del reato di estorsione, aggravata dal metodo mafioso. Questa mattina i Carabinieri hanno bussato alla porta delle rispettive abitazioni e li hanno condotti a “Bicocca”.
 

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