Pentito: “Ex assessore aggredito si rivolge al clan Cappello per vendetta”

Francesco Carmeci, secondo la ricostruzione del pentito, non gradendo l'intervento dell'ex assessore che vuole far spostare il suo camioncino di panini, lo picchia. L'amministratore impaurito si rivolge al boss Colombrita

Una storia di mafia, politica e vendetta quella raccontata dal pentito Vincenzo Pettinati. Secondo la ricostruzione del collaboratore al centro della lite ci sarebbero il boss Francesco Carmeci e l’ex assessore alle Attività produttive, Mario Indaco.

Nel 2007 l'ex assessore Indaco sarebbe stato picchiato da Carmeci in piazza Nettuno a Catania, perché durante lo sgombero di venditori abusivi di panini sul lungomare voleva far spostare a Carmeci il suo camioncino dalla piazza in una traversa che aveva meno visibilità.

L’assessore comunale probabilmente impaurito dopo l’aggressione, sostiene il pentito, si sarebbe rivolto a Giovanni Colombrita, esponente di spicco della cosca Cappello. Il boss lo avrebbe tranquillizzato, e poi avrebbe convocato Carmeci per picchiarlo come punizione.

La ricostruzione della vicenda viene riportata nel provvedimento che giorni fa ha portato al fermo di 20 presunti appartenenti alla cosca dei Cursoti, compreso lo storico boss Giuseppe Garozzo noto come "Pippu 'u maritatu" (Pippo lo sposato).

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Carmeci ha contestato, in sede di interrogatorio, la ricostruzione di Pettinati affermando di avere assistito all'aggressione ma non esserne assolutamente l'autore, e di non essere stato poi picchiato da Colombrita.
 

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