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Celebrata una messa solenne in onore di Santa Barbara

La concelebrazione eucaristica officiata da Salvatore Gristina si è svolta nel rispetto delle disposizioni anti-covid

Questa mattina si è svolta la funzione religiosa in onore di Santa Barbara patrona della marina militare, dei vigili del fuoco, del genio civile e dell’artiglieria. Quest’anno la concelebrazione eucaristica officiata da Salvatore Gristina, a differenza della usuale e solenne forma commemorativa, si è svolta nel rispetto delle disposizioni anti-covid, secondo il protocollo sottoscritto dal Governo con la Conferenza Episcopale Italiana. Il sobrio e rispettoso rito liturgico tenuto “in forma statica”, ha visto coinvolti un ristretto numero di autorità militari e civili, con la partecipazione di poche rappresentanze di uomini e donne appartenenti ai rispettivi comandi etnei. Al termine della celebrazione il comandante del presidio militare di Catania contrammiraglio Giancarlo Russo, insieme al comandante provinciale dei dei vigili del fuoco, Giuseppe Verme, ha rivolto un sentito ringraziato all’arcivescovo metropolita, ricordando in particolare tutti i loro uomini e donne che ogni giorno, anche con l’estremo sacrificio, mettono a servizio della collettività la propria opera e le loro famiglie.

Un momento di raccoglimento, infine, per Aurelio Visalli, sottufficiale che ha recentemente perso la vita nel tentativo di salvare due giovani dalla forza del mare. Santa Barbara rappresenta la capacità di affrontare il pericolo con fede, coraggio e serenità anche quando non c’è alcun via di scampo e per questo è stata eletta patrona dei vigili del fuoco, in quanto protettrice di coloro che si trovano “in pericolo di morte improvvisa”. Per tale ragione, dopo l’invenzione della polvere da sparo, ciascun magazzino di munizioni, in particolare sulle navi da guerra, per devozione alla Vergine di Nicodemia, da sempre, porta affisso alle pareti una iconografia della Santa “perché siano preservati dal fuoco e dai fulmini celesti i depositi delle polveri”, che si chiamano appunto “Santabarbara”.

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