Mamma e gemellini morti, l'ospedale Cannizzaro: "Sepsi con crisi emorragica. E' l'unico sospetto che abbiamo"

Sulla vicenda della donna incinta deceduta domenica scorsa dopo la morte dei due gemellini, il direttore generale Angelo Pellicanò e il direttore di Ginecologia e Ostetricia Paolo Scollo hanno indetto una conferenza stampa nel salone della Direzione Generale dell'ospedale Cannizzaro

Sulla vicenda della donna incinta deceduta domenica scorsa dopo la morte dei due gemellini, il direttore generale Angelo Pellicanò e il direttore di Ginecologia e Ostetricia Paolo Scollo hanno indetto una conferenza stampa nel salone della Direzione Generale dell'ospedale Cannizzaro.

VIDEO- CANNIZZARO: "PROCEDURA CORRETTA"

"Allo stato di quello che conosciamo noi, sono state rispettate le procedure. E' stato un caso di sepsi con crisi emorragica. E' l'unico sospetto che abbiamo", ha dichiarato il direttore generale Angelo Pellicanò. Si sarebbe trattato, precisa, di un caso di Cig, coagulazione vascolare disseminata. "Un susseguirsi di eventi per un caso del genere che, in questo ospedale, abbiamo spesso curato salvando tante vite. Sono però eventi non facilmente controllabili perchè evolvono rapidamente", ha precisato Pellicanò.

"Ho voluto fare questo incontro perché si tratta di una vicenda pesante, perché qualora si fosse veramente verificata sarebbe di una gravità estrema. Sono in corso indagini della Procura e da parte nostra un'indagine interna per chiarire quello che è giusto. Se è vero che un medico in sala parto si dichiara obiettore, diventa un fatto di notevole gravità. Il medico obiettore è tale ai fini di una legge dello Stato relativa all'interruzione volontaria in gravidanza. In tutti gli altri casi, sono un'altra storia -  ha continuato Pellicanò - Il medico, in questo caso, non ha mai parlato di obiezione di coscienza".

Presente anche il direttore di Ginecologia e Ostetricia Paolo Scollo che ha dichiarato: "Mi rendo conto del momento di estremo dolore, un momento che doveva essere felice si è trasformato in dolore. Quello che mi ha stupito è questa vicenda dell'obiettore di coscienza. Si sta creando questo problema sull'obiezione di coscienza che riguarda l'interruzione di una gravidanza fisiologica. In questo caso non c'è la base per parlare di obiezione di coscienza. Se si vuole trasformare un evento drammatico in un evento mediatico, voi giornalisti non lo dovete permettere. Eravamo a 19 settimane, stava partorendo un prodotto abortivo".

In base a quanto specificato in conferenza, la 32enne di Palagonia aveva "il collo dell'utero aperto quando è arrivata in ospedale e quindi è stata ricoverata" - precisano in conferenza-  Cominciata la terapia antibiotica con febbre alta, è stata fatta scendere nella sala parto. Sono state fatte analisi risultate negative. Nel passaggio della guardia delle ore 20, erano presenti entrambi i medici perché la paziente aveva un sospetto di infezione grave. Il medico ha fatto fare così un esame per vedere l'infezione. Nel frattempo però ha abortito spontaneamente il primo feto, senza nessuna induzione. Dopo il medico ha indotto il secondo parto abortivo". "E' quindi un falso che si parli di obiezione di coscienza - precisa Scollo- Il medico in sala parto appena si è reso conto di questa situazione, ha immediatamente messo in moto la macchina terapeutica necessaria".

"La Procura, dal canto suo, ha specificato che per i magistrati la ricostruzione dei familiari non trova alcun riscontro al momento", ha concluso Pellicanò.

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