La Uila premia i forestali specializzati nei muri a secco

La loro esistenza è minacciata poiché rappresentano un potenziale ostacolo all’introduzione di innovazioni tecnologiche all’interno del vigneto come, macchine agricole o sistemi di allevamento più intensivi

Sono 138 in terra d’Etna, 59 in quella peloritana, i forestali specializzati nell’arte “antica e futura” di costruire i muretti a secco. Questi lavoratori sono stati oggi (giovedì 12) i protagonisti di un evento promosso dal segretario generale della Uila Catania-Messina Nino Marino, che guida anche la Uila Sicilia, nel Centro operativo dell’Azienda Foreste a contrada Sciarrone di Randazzo. Per tutti i “mastri di mur’a siccu” presenti nella sala-convegni, un premio: niente targhe-ricordo, ma guanti da lavoro. Potranno fra l’altro servire per prepararsi alla quarta edizione del concorso internazionale “Sassi e non solo”, che si terrà il 14 giugno a Terragnolo in provincia di Trento. “Per la prima volta – ha annunciato Marino – una squadra di specialisti siciliani è stata invitata, tramite la Uila, a questa originale e prestigiosa competizione. Il concorso, peraltro, è organizzato in collaborazione con la Scuola trentina della Pietra a secco che è unica nel suo genere e rappresenta un modello da seguire”.

Tra gli ospiti dell’iniziativa, Gioacchino Pappalardo che è docente al Dipartimento di Agricoltura dell’Università di Catania. Lo studioso, dopo avere sottolineato come l’Unesco abbia dichiarato quelle costruzioni “patrimonio dell’Umanità” raccomandandone la conservazione e la trasmissione alle future generazioni. “Nel corso dei secoli i muri a secco sono diventati un elemento caratteristico del paesaggio agrario dell’Etna. Attualmente - ha affermato - la loro esistenza è minacciata poiché rappresentano un potenziale ostacolo all’introduzione di innovazioni tecnologiche all’interno del vigneto come, ad esempio, l’uso di macchine agricole o sistemi di allevamento più intensivi in grado di ridurre i costi di produzione. Tuttavia, la loro salvaguardia risulterebbe utile per prevenire frane e contribuire alla lotta all’erosione e alla desertificazione, oltre che per favorire un microclima particolare creando un paesaggio unico e mantenendo la biodiversità”.

Enza Meli, la segretaria generale della Uil di Catania, ha portato il saluto del “Sindacato dei Cittadini” ringraziando nella sala-convegni di contrada Sciarrone “la Uila di Nino Marino che anche attraverso questa iniziativa risponde ancora una volta con i fatti a chi svilisce o addirittura criminalizza l’opera dei forestali, tranne poi piangere lacrime di coccodrillo quando la Sicilia paga prezzi altissimi al dissesto idrogeologico, alle alluvioni, ai roghi dei boschi”. “Mai come oggi – ha esclamato Enza Meli – mi sento di affermare: meno male che la Sicilia ha i forestali. E peccato che questa terra debba scontare le colpe di politici sinora incapaci di valorizzare a pieno questa risorsa umana e professionale. Pieno sostegno, quindi, alla battaglia di civiltà che il sindacato sta conducendo nel rivendicare una riforma regionale di settore attesa ormai da troppo tempo e fondata sulla stabilizzazione dei lavoratori e la valorizzazione dei loro talenti. Come il talento di chi onora questa terra, le sue radici e la sua voglia di futuro, perpetuando l’arte di costruire i muretti a secco”.

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Apprtezzato l’intervento di Nino Marino, segretario generale della Uila Catania-Messina e della Uila siciliana. “Quando parliamo di muretti a secco, specie quelli in pietra lavica, pensiamo subito – ha detto Marino – alle magnifiche decorazioni di case e ville. In effetti, quei manufatti sono molto di più. Hanno infatti garantito e garantiscono nella nostra Isola gli insediamenti umani in molte zone interne e la possibilità di coltivare almeno il 70 per cento delle nostre aree collinari e montuose. Quindi, costruire muretti a secco è arte ma anche tecnica fondamentale per l’agricoltura e per la lotta a fenomeni maledettamente attuali come l’erosione del territorio, gli smottamenti, il dissesto idrogeologico. E rappresenta anche un’alternativa, antica e futura, alla cementificazione”. L’esponente sindacale ha detto: “Da quando esiste l’Azienda Forestale una qualifica importante è proprio quella di operaio specializzato nella realizzazione di muretti a secco. A loro si devono opere rilevantissime per la creazione di sentieri naturalistici e strade di penetrazione nelle zone di montagna o per proteggere gli alvei dei fiumi. Ecco un esempio di quanto la Forestale rappresenti per la Sicilia davvero una risorsa, purché si voglia veramente sfruttarla valorizzando le lavoratrici e i lavoratori come noi della Uila diciamo da sempre”.

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