Non trovo un lavoro e una casa in affitto, perchè transessuale

E' la triste storia di D.,25 anni, transessuale che, in questo sfogo, ci racconta come nessuno a Catania è disposto ad affittarle una stanza, o se decide di farlo, triplica l'affitto. Non vogliono offrire un lavoro

C’è chi, come una signora di mezza età, si “sconcerta” alla visione di una giovane coppia di fidanzati in Via Etnea, che si lascia andare in effusioni, gridando alla ormai “perdizione dei valori morali”. E c’è anche chi continua a vivere, giorno per giorno, subendo atti di discriminazione perché ritenuto “diverso” o addirittura “disturbato”.

E’ la triste storia di D.,25 anni, transessuale che, in questo sfogo, ci racconta come nessuno a Catania è disposto ad affittarle una stanza, o se decide di farlo, triplica l’affitto. Non vogliono offrire un lavoro, perché certi che la clientela se ne indignerebbe.

“La mia è sempre stata una infanzia difficile, ho capito subito che ero diverso da mio fratello, preferivo giocare con le Barbie. Ho avuto anche un problema serio di salute e a scuola i miei compagni di classe mi prendevano in giro. Ho addirittura tentato il suicidio dalla finestra del bagno negli anni delle superiori”, dichiara D., che ha iniziato a travestirsi due anni fa.

Ha già subito una prima operazione ed è in attesa di completare il "percorso" anche se, molto probabilmente, andrà in Thailandia o in Spagna. “La mia famiglia non ha mai capito. Non vivo più con loro da anni e mia mamma si vergogna di presentarsi con me a firmare il contratto in quei rarissimi casi nei quali i padroni di casa sono disposti ad affittarmi una stanza. Almeno ho gli amici che mi hanno dato un forte sostegno psicologico. La Società non ci vuole, si vergogna di noi : siamo solo considerati degli oggetti di trasgressione. Non ci resta che consolarci con gli oggetti materiali: borse, scarpe, accessori vari”.

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E in città stessa non c’è alcuna Associazione alla quale potersi rivolgere, sostiene ancora D.. “ A Catania non c’è una sede del MIT- Movimento Italiano Transessuali- la più vicina è quella di Bologna. Regna ancora la “transfobia”. Per gli omosessuali, la situazione sta lentamente cambiando, c’è anche l’ARCIgay che combatte per tutelare quei pochi diritti che spettano, ma per noi qui è davvero tutto molto più complicato.”

Alla domanda se è felice, risponde: “Per fortuna ho un carattere forte, ma sono sicura che posso profumare da donna, ma puzzerò sempre d’uomo".
 

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