Da una collega universitaria, l'ultimo saluto: "Ciao Stefania, non si può morir d'amore"

Rimbalza sul web un post scritto da una collega universitaria di Stefania Noce, la ragazza uccisa ieri a Licodia Eubea insieme al nonno. Un saluto "semplice" e rassegnato: "Ciao Stefania.(non si può morir d'amore)"

Rimbalza sul web - in particolare su Facebook - un post scritto da una collega universitaria di Stefania Noce, la ragazza uccisa ieri a Licodia Eubea insieme al nonno. Un saluto "semplice" e rassegnato: "Ciao Stefania. (non si può morir d’amore)".

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"Ci sono cose che arrivano in faccia come uno schiaffo sul viso ghiacciato. Ci lasciano così. Sbigottiti. Inermi. Ecco come mi sento. Da poco ho saputo, casualmente, che non ci sei più. Che i tuoi capelli nero corvino, che arricciavi in uno spillone il giorno che ti ho conosciuta, sono sporchi di sangue. Non riesco a immaginarti. Distesa a terra senza respiro. Non riesco a far combaciare l’orrore della morte con l’immagine che ho di te. La ragazza dalla pelle bianca, timidamente sorridente, attenta, generosa. Quella che mi ha prestato i suoi appunti per studiare. Quegli appunti che adesso mi restano qui sul tavolo, segnati col tuo nome Stefania Noce  in una grafia piccola e pulita, e che non ti potrò tornare. Eri davvero così: pulita, semplice, immediata. Nelle poche volte che ci siamo visti. In quella in cui ti ho riaccompagnata nella tua casa catanese. Mi sembra di vederti ancora scendere col vestito viola e salutarti mentre tu ti scusavi del disturbo che pensavi di avermi dato. Eri sensibile e delicata. Pretendevi molto da te stessa: come quando ti sei alzata in piedi e hai consegnato il compito e con l’onestà di chi è forte e alla professoressa che ti guardava stranita hai detto “che non ti sentivi adeguatamente preparata” e ti saresti ripresentata, nonostante le settimane che avevi speso sui libri assieme a noi. Eri davvero una bella persona Stefania  Come il mondo ne fa poche. E a soli ventiquattro anni non si può morir d’amore. Ma quello non è amore sai? Quella è solo rabbia cieca, violenza, stupidità disumana.  Quella è la bestia nel cuore di ognuno di noi, che tu hai dovuto affrontare da sola, faccia a faccia, disarmata. E tu eri solo una ragazza come tante: troppo innamorata per capire che al tuo fianco per tante notti aveva dormito un mostro.  L’ultima volta ci siamo sentite circa un mese fa: “Scusami- mi hai detto- ma non possiamo vederci per studiare! Mia mamma è venuta a trovarmi a Catania e vado a prenderla alla stazione!”.

Stefania nessuno di quelli che ti hanno conosciuto dovrebbe dimenticarti. E anche quelli che non ti hanno conosciuto sappiano che hanno perso una persona speciale. Io continuo a pensare che tu sia solo fuori città. Che i tuoi capelli neri sono ancora scompigliati e il tuo vestito viola è mosso da un vento leggero mentre passeggi per la strada…".

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