Omicidio ambulante di San Benedetto del Tronto, arresti anche a Catania

I militari dell'Arma hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere e due agli arresti domiciliari nelle province di Macerata e Catania, emesse dal Gip del Tribunale di Macerata, nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili dell'omicidio di Pietro Sarchiè, venditore ambulante

Quattro arresti sono stati effettuati dai carabinieri del reparto operativo di Macerata e della Compagnia di Camerino per il delitto di Pietro Sarchiè. I militari dell’Arma hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere e due agli arresti domiciliari nelle province di Macerata e Catania, emesse dal Gip del Tribunale di Macerata, nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili dell’omicidio di Pietro Sarchiè, venditore ambulante di prodotti ittici di San Benedetto del Tronto (AP), trovato cadavere il 5 luglio 2014 nelle campagne di San Severino Marche.

Le accuse sono, a vario titolo, quelle di omicidio premeditato; occultamento e vilipendio di cadavere; ricettazione e riciclaggio, rapina e favoreggiamento. 

Sono Giuseppe Seminara e il figlio Salvatore, fermati nel Catanese, i due destinatari di un ordine di custodia cautelare in carcere del Gip di Macerata. I carabinieri di Camerino e Macerata hanno invece notificato un'ordinanza di arresti domiciliari a due presunti complici, uno residente a Castelraimondo e uno che vive nella frazione di Gagliole. Sarchiè era scomparso il 18 giugno 2014, mentre faceva un giro di consegne di pesce nell'alto Maceratese. Il 5 luglio il suo corpo fu rinvenuto semicarbonizzato nella Valle dei Grilli. L'uomo era stato ucciso a colpi di pistola e poi dato alle fiamme. Le indagini della procura di Macerata si erano presto concentrate sul gruppo di catanesi, che secondo avrebbero agito per conquistare il mercato della vendita al dettaglio di pesce nella zona.

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