Palestre chiuse, la testimonianza: "Siamo al collasso, nessun confronto nonostante le promesse"

Tutti gli operatori del settore hanno sostenuto costi per adeguare le strutture alle norme anticontagio. Alessandra Castorina del centro “New Shanti & Fitness di Sant'Agata Li Battiati: “La notizia della sospensione delle attività ci ha lasciati molto amareggiati"

Le palestre e i centri fitness sono tra le attività sospese dal nuovo Dpcm: un settore già pesantemente colpito dal primo lockdown e che, adesso, rischia di subire danni ulteriori se non la chiusura definitiva di molti operatori. CataniaToday ha raccolto la testimonianza di Alessandra Castorina, titolare del centro “New Shanti & Fitness di Sant'Agata Li Battiati. “La notizia della sospensione delle attività ci ha lasciati molto amareggiati, poiché il 18 ottobre il presidente Conte ha dichiarato di dare una settimana di tempo a noi gestori per adeguarci alle linee guida e quindi alla lettura del nuovo decreto ci siamo sentiti ingannati: non c'è stato alcun reale confronto e nessuna soluzione alternativa abbiamo subito solo la 'sentenza". "I controlli a tappeto eseguiti dai Nas la settimana scorsa - ha spiegato Alessandra Castorina - sarebbero dovuti servire a far chiudere solo chi non fosse risultato idoneo al rispetto delle linee guida. Si potevano adottare misure più restrittive come la riduzione ulteriore degli ingressi o altre restrizioni come la rinuncia alle docce o limitazioni orarie come aveva previsto per noi l’ordinanza Regionale”.

Tutti gli operatori del settore dopo il primo lockdown hanno sostenuto costi per adeguare le strutture alle norme anticontagio in vista della riapertura del 25 maggio scorso: “Abbiamo seguito scrupolosamente le linee guida, affrontando spese non indifferenti per la sanificazione dei locali, per i distributori di gel igienizzanti, adesivi segnaletici, cartellonistica, banner, termo scanner e tutto quello che era necessario. Siamo comunque ripartiti anche se le perdite economiche iniziano a pesare seriamente, sia per le spese sostenute per gli adeguamenti, sia perché il flusso di utenza che abbiamo avuto negli ultimi mesi non è stato più quello di sempre e quindi tale da permetterci una ripresa. Adesso sarà davvero una catastrofe: chiudere in questi mesi di punta, fondamentali per il riavvio alla stagione sportiva significa un collasso del settore senza precedenti”.

Il sostegno da parte dello Stato, così come accaduto per altri settori, è stato insufficiente: “Noi e i nostri collaboratori sportivi fortunatamente abbiamo ricevuto il contributo una tantum da Sport e Salute spa, per i mesi di aprile maggio e giugno, ma purtroppo ho sentito colleghi che non hanno ricevuto nemmeno un mese, e comunque il contributo è stato come una goccia nell’oceano per chi come noi deve pagare anche l’affitto del locale”. Non tutti i centri sportivi e le palestre infatti appartengono a grossi gruppi imprenditoriali: esistono tante realtà diffuse nel territorio e soprattutto nell'hinterland etneo rappresentano un presidio di benessere a servizio della comunità: “Noi da 20 anni ci occupiamo di benessere offrendo corsi per ogni tipologia di utenza: corsi fitness, funzionale, cardio tonic, ginnastica dolce e posturale, arti marziali, autodifesa e sala attrezzi. I nostri utenti non frequentano solo per costruirsi 'il fisico perfetto', la nostra utenza è composta per anche di persone che vengono per star meglio mentalmente, scaricare stress, eliminare tensioni, algie e problemi posturali”. “Noi ci auguriamo che almeno ci facciano riaprire tra un mese e la chiusura non sia ulteriormente prorogata oltre al 24 Novembre, sarebbe ancora più umiliante e inaccettabile per un settore come quello del Fitness rappresentato da un esercito di professionisti dediti al benessere psico fisico, e alla prevenzione. Dovremo ancora una volta stringere i denti e rialzarci, lo dobbiamo a noi perché da 20 anni ci mettiamo il cuore. Dobbiamo tener duro per impedire che sport, arte e cultura muoiano, per loro purtroppo non c’è nessun vaccino”.

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