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Cronaca Fortino / Piazza Palestro

In piazza Palestro una panchina bianca per ricordare le vittime della strada

“In memoria di Salvatore e Mimmo Crisafulli e di tutte le vittime innocenti uccise sulle strade. Basta ergastoli del dolore!”. Così recita la targa apposta sulla panchina bianca inaugurata ieri a Catania, in occasione del sesto anniversario della morte di Mimmo Crisafulli

“In memoria di Salvatore e Mimmo Crisafulli e di tutte le vittime innocenti uccise sulle strade. Basta ergastoli del dolore!”. Così recita la targa apposta sulla panchina bianca inaugurata ieri a Catania, in occasione del sesto anniversario della morte di Mimmo Crisafulli, rimasto ucciso nel 2017 in un terribile incidente stradale nel quartiere Barriera di Catania. La panchina, la prima in Sicilia in memoria delle vittime della strada, è stata posta in piazza Palestro, al Fortino, alla presenza di tanti familiari di vittime della strada. Un'iniziativa fortemente voluta da Pietro Crisafulli, presidente di Sicilia Risvegli e Vittime della Strada, responsabile per la Sicilia dell'Associazione Unitaria Familiari e Vittime della Strada Odv. Pietro Crisafulli è anche il papà di Mimmo e il fratello di Salvatore Crisafulli, il siciliano vittima di un incidente in motorino morto dopo dieci anni trascorsi in stato vegetativo. Divenne famoso in tutto il mondo come il “Terri Schiavo italiano”, perché, svegliatosi dal coma, raccontò che mentre era in stato vegetativo vedeva e sentiva tutto. Da quella esperienza nacque il libro Con gli occhi sbarrati.

"Ho vissuto un doppio calvario - racconta Pietro Crisafulli - prima la morte lenta e l'agonia durata dieci anni di mio fratello Salvatore e poi la morte immediata di mio figlio Mimmo, investito da una macchina a un incrocio di Catania. Per lui non abbiamo ottenuto giustizia, poiché chi ha causato l'incidente ha patteggiato cinque mesi e 10 giorni. I patteggiamenti, nel caso dell'omicidio stradale, non dovrebbero esistere. Siamo ancora in attesa della decisione della Corte di Strasburgo".

Da allora, Pietro non si è mai ripreso dal dolore. "Il 6 marzo - spiega Pietro Crisafulli - è da un lato una giornata triste, perché ricorderemo i nostri cari morti in incidenti. Dall'altro, finalmente nella città di Catania ci sarà un simbolo che ricorderà a tutti le vittime della strada e servirà da monito per chi si mette alla guida. Ringraziamo la prima municipalità di Catania, che ha accolto all'unanimità la richiesta di porre questa panchina bianca. Speriamo che le istituzioni si diano da fare per fare in modo che queste stragi finiscano e, soprattutto, che i familiari delle vittime possano sempre ottenere giustizia. Oggi, purtroppo, non è così e alla fine sono sempre le famiglie a scontare un ergastolo di dolore".

"Siamo soddisfatti che il nostro referente sul territorio, Pietro Crisafulli, abbia ottenuto di poter ricordare le vittime della strada con una panchina bianca. Siamo grati per il lavoro che sta facendo sul territorio dopo la perdita sia di suo fratello e sia di suo figlio", dicono Alberto Pallotti e Biagio Ciaramella, rispettivamente presidente e vicepresidente dell'Associazione Unitaria Familiari e Vittime della Strada Odv e dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Odv, ed Elena Ronzullo, presidente dell'Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada Odv. 

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