Parco archeologico Valle delle Aci, arriva una convenzione con il Cnr

Il sito è attualmente costituito da un’area demaniale di circa nove ettari, su cui insistono i resti di un impianto termale di epoca romana

Foto dell'assessorato regionale ai beni culturali

Il polo regionale di Catania e l'Istituto per i beni archeologici e monumentali del Cnr etneo hanno firmato una convenzione sul parco archeologico "Valle dell'Aci", istituito nel 2010. Tra le sue competenze prioritarie, c'è la tutela dell'area archeologica di Santa Venera al Pozzo, che  nell’antichità dialogava con altri siti altrettanto importanti  distribuiti nelle aree limitrofe, come  quello per esempio di Casalrosato di età imperiale o l’insediamento di Capomulini sulla costa.

"Tutto cade in una fase potenzialmente favorevole - dichiara il deputato nazionale del Pd Fausto Raciti. L'approvazione da parte del MiBact del progetto sul polo culturale 'La Terra dei Giganti', coordinato dal Comune di Acireale, conferma che una visione politica di ampio respiro dà i suoi frutti. Questo significa rinunciare a primogeniture, scetticismi e tentazioni egoistiche, mettendo in primo piano gli interessi collettivi. Chiederò al ministro per i Beni culturali Dario Franceschini una ulteriore attenzione su questi temi e in particolare sul Parco - conclude Raciti - anche per rendersi conto di un modello siciliano dalle grandi possibilità di sviluppo”.

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Il sito è  attualmente costituito da un’area demaniale di circa nove ettari, su cui insistono  i resti di un impianto termale di epoca romana, un sistema di ambienti presumibilmente  di origine greca, successivamente trasformato in età romana in impianto industriale con la costruzione di fornaci per la produzione di  laterizi per costruzioni e vasellame per uso comune ed una piccola chiesa dedicata al culto di Santa Venera.

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