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Venerdì, 14 Giugno 2024
La polemica / Paternò

Paternò, 25 aprile e polemiche: l'amministrazione comunale rimuove manifesti contro La Russa

Il sindaco della cittadina, Nino Naso: "Non è azione di censura, preservata integrità istituzionale della seconda carica dello Stato"

Scoppia il caos a Paternò per diversi manifesti apparsi in occasione del 25 aprile. Nino Naso, sindaco della cittadina, ha deciso di rimuovere i cartelloni che annunciavano un flashmob sulla Festa della Liberazione con tema “La storia non si cambia, si studia! Porta un libro di storia da regalare a Ignazio La Russa”.

“Leggo con estremo stupore ed amarezza quanto viene pubblicato da certa stampa locale e nazionale - scrive il primo cittadino di Paternò sui social - circa la pubblicazione di alcuni manifesti riguardanti le commemorazioni del 25 aprile a Paternò. Ho letto di ‘censura’, di ‘regime’ e di molto altro che non intendo riportare ulteriormente in questa sede. Intendo smentire categoricamente le ricostruzioni che descrivono l’amministrazione comunale della città di Paternò ed il sottoscritto nella qualità di sindaco quali promotori di azioni di censura e di limitazione della libertà di espressione”.

Tutto nasce da una dichiarazione del presidente del Senato, La Russa che tra l’altro è originario di Paternò, sul 25 aprile: “nella Costituzione non c’è alcun riferimento all’antifascismo” scatenando aspre polemiche.

Il primo cittadino nel suo post ha spiegato i motivi che hanno indotto all’eliminazione dei cartelloni. “Con la mia ordinanza di defissione immediata di alcuni manifesti firmati dal Pd apparsi negli stalli comunali autorizzati dall’Ente Pubblico ho inteso esclusivamente preservare, da massima istituzione civile cittadina, l’integrità istituzionale della seconda carica dello Stato Italiano da affermazioni che ho ritenuto e continuo a ritenere gravi, apparse nei già citati manifesti firmati dal Partito Democratico. A scanso di ogni equivoco, dico a chiare lettere che avrei senza dubbio assunto eguale atteggiamento anche se il presidente del Senato fosse stato di segno politico differente - afferma il sindaco -. Ed inoltre corre l’obbligo di ricordare la condotta di questa amministrazione quando mesi fa vennero affissi manifesti che inneggiavano alla marcia su Roma: stabilimmo la defissione immediata ed in quell’occasione si sollevò solo l’indignazione mia e di tutta l’amministrazione comunale, a differenza di tutta la politica cittadina – conclude Naso -, tra lo sgomento generale della cittadinanza”.

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