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Avevano rapinato e ferito i titolari di una gioielleria di via Vittorio Emanuele, presi i 2 banditi

Sono stati fermati a Catania i due presunti autori della tentata rapina avvenuta lo scorso 10 febbraio a Catania ai danni della gioielleria Lanzafame. Durante il colpo, avvenuto in pieno giorno e nel centro della città, i titolari rimasero feriti

Due le persone fermate per la rapina con sparatoria avvenuta lo scorso 10 febbraio in via Vittorio Emanuele presso una gioielleria. Marano Salvatore ( del '90) e Roccia Salvatore Nicola ( del '94) sono ritenuti "gravemente indiziati di tentata rapina aggravata e lesioni”, come è stato dichiarato durante la conferenza stampa tenutasi questa mattina. ( IL VIDEO DELLE INDAGINI)

polizia gioielleria-3La mattina del 10 febbraio personale della Squadra Mobile, infatti, è intervenuta in via Vittorio Emanuele presso la gioielleriaLanzafame gioielli” a seguito di allarme di rapina collegato al 113. Le prime frammentarie informazioni davano il titolare della gioielleria ferito dai rapinatori da colpi d’arma da fuoco all’addome. In realtà, personale della Squadra Mobile verificava che, poco prima, tre individui, di cui una donna, a viso scoperto, avevano fatto ingresso all’interno della gioielleria e, dopo avere aggredito il titolare che si trovava dietro il bancone - colpito violentemente al volto - si erano avvicinati al retrobottega dove era presente il figlio.

VIDEO I DETTAGLI DELL'ARRESTO

Durante dette fasi, uno dei rapinatori, individuato in Roccia, sotto la minaccia di una pistola del tipo semiautomatico, aveva intimato al titolare di consegnare le chiavi della cassaforte. Subito dopo, si era avvicinato al retrobottega dove si trovava il figlio al quale aveva puntato la pistola esplodendo un colpo, risultato a salve. A seguito di tale azione, il figlio del titolare aveva perso i sensi cadendo per terra e sbattendo violentemente la testa. I tre rapinatori, che non erano riusciti a consumare la rapina, si erano dati alla fuga appiedati percorrendo la via San Giuseppe al Duomo. 

Il figlio del titolare, dopo essere stato medicato sul posto dai sanitari del 118, è stato trasportato tramite ambulanza presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Garibaldi dove gli è stata diagnosticata una ferita lacero contusa e trauma cranico con perdita di coscienza. Anche il padre ha fatto ricorso alle cure dei sanitari che gli hanno diagnosticato delle ferite ed escoriazioni.

In sede di sopralluogo eseguito da personale del locale Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, all’interno del retrobottega è stato poi rinvenuto e sequestrato un bossolo a salve.  Personale della Sezione Reati contro il Patrimonio - “Squadra Antirapina”, d’intesa con la Procura della Repubblica di Catania, ha avviato così immediatamente le indagini, partendo da un attento monitoraggio degli impianti di video-sorveglianza dei luoghi in cui era stato consumato il delitto e della via di fuga.

Roccia Salvatore Nicola classe 1994-2Marano Salvatore classe 1990-2Detta attività ha consentito di individuare il terzetto in via San Giuseppe al Duomo: veniva notata una donna con un giubbotto rosso procedere di corsa, seguita da due individui a passo d’uomo mentre si avvicinavano ad un’autovettura che era stata lasciata ivi parcheggiata. La presenza del terzetto lungo la citata stradina veniva notata da un Brigadiere della Guardia di Finanza che rilevava i tre a salire a bordo di una VW Polo. Dalle immagini si ricavava che la vettura era una VW Polo “Cross” di colore grigio metallizzato - modello caratterizzato dalla presenza di barre in acciaio sul tetto e fascioni laterali, ndr - della quale però non si riusciva a rilevare il numero di targa. La vettura veniva notata da altri filmati procedere in direzione via Alessi. Da una minuziosa verifica dei varchi in ingresso ed uscita dal capoluogo emergeva il passaggio, in orario compatibile e successivo alla rapina, della vettura nei pressi di questa piazza Alcalà; successivamente, lo stesso mezzo si rilevava nei pressi del cosiddetto Faro Biscari in direzione dello svincolo Asse dei servizi. 

Carpita la targa dell’auto, è stata così avviata mirata attività, anche di carattere tecnico, nei confronti del figlio dell’intestatario, Marano Salvatore, giovane di Paternò che ne risultava il reale utilizzatore. Dopo vari servizi di osservazione, anche dei tabulati con i contatti e le frequentazioni del ragazzo, si è risaliti all’identità della banda, composta da altri due giovani, anch’essi di Paternò, di cui una minore quindicenne, tutti incensurati.

Roccia è stato trovato in possesso di una pistola semiautomatica a salve, della quale tentava di disfarsene, risultata quella utilizzata per commettere il reato. Sulla scorta dei gravi e concordanti indizi di reità, la Procura della Repubblica di Catania ha quindi decreto di fermo nei confronti dei predetti Marano e Roccia. Espletate le formalità di rito, i fermati sono stati associati presso il carcere di Catania “piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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