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Renzi a Catania, nessun incontro tra premier e sindacati

Giacomo Rota, segretario della Cgil, si dice "dispiaciuto davvero che il confronto con gli italiani che lavorano sia vissuto come un problema". Il segretario della Uil, Fortunato Parisi, commenta così la scelta del premier:"Noi della Uil siamo sempre in attesa che Renzi ci stupisca. Finora, è riuscito solo a sorprenderci negativamente"

Nessun incontro tra sindacati e Matteo Renzi durante la tappa del premier a Catania. Giacomo Rota, segretario della Cgil, si dice "dispiaciuto davvero che il confronto con gli italiani che lavorano sia vissuto come un problema"."Apprendiamo che il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, arriverà a Catania per un visita lampo che non prevede l' incontro con i sindacati".

"La Cgil di Catania, città dove già da tempo si pratica con successo una concertazione istituzionale trasparente e rispettosa con il Comune - aggiunge Rota - chiede a Renzi di cambiare idea e di incontrare sindacalisti e lavoratori di aziende in gravi difficolta' come Micron, Myrmex e tante altre".

Secondo il segretario della Cgil di Catania "questa scelta misura purtroppo la grande distanza che c'e' tra questo governo nazionale e il Paese reale, quello che soffre e che lotta ogni giorno". "Spiace verificare che al governo Renzi - conclude il segretario della Cgil di Catania interessi dialogare solo con i poteri forti di cui evidentemente e' l'espressione. Noi continueremo, anche a Catania a preparare lo sciopero generale con una grande manifestazione di protesta il prossimo 12 dicembre insieme alla Uil".

Il segretario della Uil di Catania, Fortunato Parisi, sulla visita del premier ha rilasciato queste dichiarazioni."Noi della Uil siamo sempre in attesa che Renzi ci stupisca. Finora, è riuscito solo a sorprenderci negativamente. Se non vuole incontrarsi coi sindacati, rinunciando a un contributo di idee e proposte, sono fatti suoi".

"Da lui, piuttosto - aggiunge Parisi - ci aspettiamo risposte concrete alle molte richieste di un territorio come quello catanese senza il quale non riparte lo sviluppo in Sicilia, nel Meridione e quindi in Italia. Chiediamo al Governo opportunità di crescita e di lavoro dignitoso, invece assistiamo al moltiplicarsi di crisi aziendali e tagli inquietanti alla spesa sociale. A proposito di questi ultimi, a Palazzo degli Elefanti il premier - conclude il segretario della Uil etnea - si faccia dare domattina copia del bilancio del Comune di Catania per rendersi conto di come nelle nostre città cresca il deserto dei diritti e della solidarieta'".

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