Sciopero autotrasportatori: ecco la situazione in una città bloccata

Le scene ricordano tempi da guerra civile: la corsa all'accaparramento per garantirsi mobilità e cibo. La città è vuota, poche macchine per strada. Si vedono le prime saracinesche abbassate, chiudono i primi negozi, non per solidarietà con i manifestanti

A  Catania sono arrivate soltanto autobotti di carburante per le emergenze, scortate dalle forze dell'ordine, per rifornire ospedali e strutture di prima necessità e intervento. La notizia trova conferma in ambienti della prefettura, dove l'unità di crisi è costantemente al lavoro. A Palazzo Minoriti si sta lavorando affinchè anche a Catania ci sia un ritorno alla normalità, ma al momento non è possibile fare previsioni su quando potranno arrivare i primi rifornimenti nella provincia etnea.

Lo sciopero degli autotrasporti in Sicilia blocca anche le figurine Panini. In piazzale Asia, avrebbe dovuto essere inaugurato il grande stand del Panini Tour 2012, l'iniziativa promozionale dell'Azienda modenese per il lancio della nuova collezione di figurine Calciatori 2011-2012. I materiali per la costruzione dello stand, così come gli album, le figurine e i gadget da distribuire ai collezionisti catanesi sono rimasti bloccati rispettivamente a Palermo e a Reggio Calabria. "Siamo enormemente dispiaciuti per questo inconveniente - ha commentato Antonio Allegra, direttore Mercato Italia Figurine e Card della Panini - e ci troviamo costretti nostro malgrado ad annullare la tappa del nostro tour a Catania per cause di forza maggiore. È nostro fermo desiderio, però, cercare di recuperare in qualche modo questa tappa nelle prossime settimane, così da non deludere le attese dei nostri numerosi collezionisti catanesi".

Al mercato popolare ittico non c'è pesce ma neppure clienti. Qualcuno ancora si aggira tra i banchi della "fiera", alla ricerca di ortaggi e frutta, che scarseggiano. Vuoti i banconi del "fresco" e "verdure" dei supermercati, grandi le file davanti le aree di servizio in attesa che arrivi un'autobotte e l'agognato carburante. Ma lo stop è anche la cassa integrazione per centinaia di lavoratori, come avvenuto alla 3Sun, che produce pannelli fotovoltaici, che ha bloccato la produzione perchè la fornitura è ferma in strada.

Le scene ricordano tempi da guerra civile: la corsa all'accaparramento per garantirsi mobilità e cibo. La città è vuota, poche macchine per strada. Si vedono le prime saracinesche abbassate, chiudono i primi negozi, non per solidarietà con i manifestanti, ma perchè sono senza prodotti da vendere: in una macelleria è esposto un cartello con la scritta "esaurita la merce, se arriva domenica siamo aperti".

Trenta aziende etnee hanno richiesto con motivazione di assoluta emergenza scorta di mezzi o convogli per prodotti ad alto rischio o indispensabili per il funzionamento delle linee di produzione a ciclo continuo. Lo rende noto Confindustria Catania. Di esse, venti sono state inoltrate alla Prefettura di Catania, tre ad altre Prefetture, cinque sono ancora in fase di lavorazione, mentre due richieste, non sussistendo i requisiti di emergenza, sono ancora in attesa di inoltro. Per questa attività di assistenza Confindustria dà atto alla Prefettura di aver operato sinergicamente con la propria unità di crisi ai più alti livelli di efficienza e tempestività a sostegno delle imprese. Confindustria Catania ha già avviato una ricognizione dei danni subiti dalle imprese. Il presidente Bonaccorsi ribadisce "il giudizio assolutamente negativo sulle modalità di attuazione della protesta, che si risolve in un ulteriore impoverimento per tutta la collettività siciliana". "Ogni sforzo per la ripartenza dell'economia - conclude - viene così vanificato ed il danno generatosi in questi giorni avrà pesanti e durature ripercussioni".

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