Segrate, catanese uccide il socio e la moglie: poi si suicida

Carmelo Orifici, 69enne originario di Messina è stato ucciso con un colpo in testa da Domenico Magrì, 82 anni, originario di Catania. I due erano imprenditori edili ed ex colleghi

E' di Catania l'autore dell'omicidio avvenuto oggi a Rovagnasco, frazione centrale di Segrate. Un uomo di 69 anni è morto in una sparatoria in via Monviso. L'omicida è poi tornato a casa a Bottanuco in provincia di Bergamo, ha sparato alla moglie e, infine,  si è tolto la vita con la stessa arma.

Carmelo Orifici, 69enne originario di Messina è stato ucciso con un colpo in testa da Domenico Magrì, 82 anni, originario di Catania. I due erano imprenditori edili ed ex colleghi. 

In base a una prima ricostruzione data dagli inquirenti, Magrì avrebbe dato appuntamento a Orifici in un cantiere con la scusa di risolvere un problema di lavoro. Orifici, che lavorava con il figlio, gli avrebbe chiesto di raggiungerlo. Quest'ultimo però, 39 anni, era in ritardo di 10 minuti, e recandosi sul posto avrebbe soltanto visto Magrì allontanarsi al volante della sua auto, senza il padre.

Quando ha raggiunto il cantiere, ha trovato il padre già morto e ha chiamato i carabinieri. I carabinieri hanno raggiunto l'abitazione di Magrì trovando nella villetta la moglie dell'uomo morta. L'omicida, infatti, aveva invitato la badante a uscire per una commissione, dopo ha sparato alla donna e si è tolto la vita. 

All’inizio degli anni Novanta, Carmelo Orifici era stato coinvolto nelle inchieste di "Mani pulite". Anche il fratello Achille, sindaco di Segrate a metà degli anni Settanta, era stato arrestato e, anni dopo, completamente scagionato dalla Corte di Cassazione. I due fratelli erano finiti nella bufera giudiziaria alla fine del 1993 nell’ambito dell’ inchiesta su presunte tangenti pagate da imprenditori edili ad ex amministratori comunali di Segrate, per concessioni edilizie ed altri provvedimenti urbanistici. Carmelo, in qualità di imprenditore; il fratello, in quanto ex assessore all’ Edilizia pubblica e alla Viabilità del Comune. 

"Siamo costernati e increduli — è stato lo sfogo di Achille Orifici, l’ex sindaco di Segrate fratello della vittima - Aspettiamo di conoscere la verità. Non riusciamo a farcene una ragione, possiamo solo dire che quanto è accaduto ci sembra un gesto di incomprensibile follia".

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