Sequestro di beni per Francesco Cambria, vicino al clan “Cappello - Bonaccorsi”

E' il figlio del più noto Andrea Cambria, soggetto ritenuto organico al clan mafioso etneo “Cappello”, nei confronti del quale già nell’ottobre 2017 la Dia di Catania ha eseguito il sequestro di autoveicoli e somme di denaro per un valore di circa 200 mila euro

Su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, è in corso da parte della Dia di Catania, diretta da Renato Panvino, l’esecuzione di un decreto di sequestro beni, emesso dal Tribunale di Catania nei confronti di Francesco Cambria, soggetto ritenuto vicino al noto clan mafioso “Cappello - Bonaccorsi”. Il provvedimento, finalizzato alla successiva confisca dei beni, riguarda i beni mobili ed immobili, somme di denaro ed una ditta, individuati a conclusione dei complessi accertamenti patrimoniali delegati alla Dia, e riconducibili direttamente o indirettamente a Francesco Cambria.

E' il figlio del più noto Andrea Cambria, soggetto ritenuto organico al clan mafioso etneo “Cappello”, nei confronti del quale già nell’ottobre 2017 la Dia di Catania ha eseguito il sequestro di autoveicoli e somme di denaro per un valore di circa 200 mila euro.

Francesco Cambria vanta svariati precedenti penali e di polizia, per reati contro il patrimonio, la persona e in materia di stupefacenti, essendo stato, tra l’altro, tratto in arresto nel 2003 per tentata rapina e nel 2010 per reati in materia di sostanze stupefacenti. In quest’ultima circostanza concorreva nel reato il fratello Sebastiano, tratto in arresto nell’ambito della operazione di polizia "Family", in quanto gravemente indiziato di aver fatto parte di un’organizzazione criminale armata finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, cocaina e marijuana, con l’ulteriore aggravante dell’agevolazione del clan mafioso “Cappello-Carateddu”, nonché dei connessi reati fine per la commercializzazione degli ingenti quantitativi di sostanza stupefacente commercializzata.

Sempre nel 2010, benchè detenuto agli arresti domiciliari, è stato arrestato e condannato alla pena di anni due di reclusione. Nel 2003 e nel 2012 è stato sottoposto all’avviso orale da parte del Questore.

A seguire, gli accertamenti patrimoniali svolti dalla Dia nei confronti di Francesco Cambria, estesi anche al suo nucleo familiare, hanno consentito non solo di pervenire ad una puntuale ricostruzione del suo profilo criminale, che ne ha evidenziato la spiccata pericolosità sociale, ma anche di accertare, in base all’attività svolta dallo stesso, la rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati e gli arricchimenti patrimoniali del predetto, evidentemente provento dell’attività delittuosa.

Sono stati, così, sottoposti a sequestro anche beni fittiziamente intestati alla moglie Santa Venuto, in particolare una ditta individuale, quattro immobili, tre automezzi e somme di denaro per un valore complessivamente stimato in circa 300 mila euro.

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