Sit in per la liberazione dei 18 siciliani pescatori detenuti in Libia

In programma altri interventi, come la presenza​ di una delegazione​ del presidio catanese a Roma, accanto ai familiari dei 18 pescatori di Mazara del Vallo

Si è svolto ieri pomeriggio nei pressi della Prefettura di via Etnea un presidio di protesta contro la detenzione dei 18 marittimi appartenenti ai​ pescherecci siciliani Antartide e Medinea, salpati da Mazara del Vallo ed ora in stato di arresto in Libia.  Ha aperto gli interventi al megafono​ Orazio Vasta, giornalista​ freelance​ e militante della Federazione del Sociale USB Catania." I 18 pescatori - ha evidenziato Vasta -​ sono doppiamente in ostaggio:​ di Bengasi e dei Trattati italo-libici di​ Minniti . Il sequestro e la liberazione dei 18 lavoratori è, quindi, legata a questi Trattati firmati da Minniti pubblicamente con Tripoli e sotto banco con Bengasi. La Federazione del Sociale USB Catania,​ condannando il vergognoso silenzio delle istituzioni statali e governative nazionali e regionali, esprimendo solidarietà​ alle famiglie dei 18 pescatori, chiede l'incondizionata e immediata liberazione dei 18 lavoratori". A Vasta ha fatto seguito​ l'intervento della professoressa Claudia Urzì, responsabile regionale della Federazione del Sociale USB Sicilia, che telefonicamente si è collegata con​ Roma, dove in piazza Montecitorio, da settimane,​ le madri, le mogli e le figlie dei 18 pescatori, giorno e notte, hanno dato vita ad un presidio per chiedere la liberazione dei loro cari. I partecipanti al presidio di Catania hanno salutato il presidio di Roma con un caloroso, commosso​ e prolungato applauso. Dopo la Urzì, c'è​ stata una lunga lista di interventi. Fra gli altri, gli interventi di Fabio Micalizzi, presidente dei pescatori dell' Apmp, dello scrittore Mario Di Mauro, presidente di Terra di LiberAzione, di Sesto Schembri del Pmli, di Santo Musumeci di Italexit, di Raffaele Panebianco​ di Siciliani Liberi Catania, e l' intervento dell'on. Angela Foti di Attiva Sicilia, vicepresidente dell'Ars. " La nostra mobilitazione - dice Claudia Urzì - non si è​ esaurita con questo partecipato presidio. Stiamo programmando altri interventi, come la presenza​ di una delegazione​ del presidio catanese a Roma, accanto ai familiari dei 18 pescatori di Mazara del Vallo".

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Al presidio hanno aderito Terra e LiberAzione, Femministorie- Documentazione e Memoria Progettuale, Apmp-Pescatori Marineria Catanese, Partito Rifondazione Comunista Catania, Identità Siciliana, Partito Comunista dei Lavoratori, Il Sud Conta Catania, Pmli GenerazioneBastaGiá, Siciliani Liberi Catania, Associazione Thomas Sankara, Fronte Militante per la Ricostruzione del Partito Comunista, Antudo, Potere al Popolo​ Catania, Centro Solidarietà​ Popolare "Graziella Giuffrida", MO Unione Mediterranea, Italexit​ Catania, Azione Civile, Attiva Sicilia, Fasci Siciliani dei​ Lavoratori .

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