Sequestro di beni e supermercati per l'imprenditore Michele Guglielmino, la replica del legale

Riceviamo e pubblichiamo la replica del legale Salvo Cannata, avvocato dell'imprenditore Michele Guglielmino

Riceviamo e pubblichiamo la replica del legale Salvo Cannata, avvocato dell'imprenditore Michele Guglielmino al centro di un'indagine che ha portato al sequestro di 13 supermercati.

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"Trattasi innanzitutto di un sequestro, misura di prevenzione, avente a oggetto, tra altri beni, la catena di supermercati “GM” operante nel catanese. Nessun sigillo, dunque. La G.M. Supermercati s.r.l. continua e continuerà ad esercitare la propria attività di grande distribuzione alimentare, attraverso i suoi punti vendita, come ha sempre fatto. Sebbene di tale occorso giudiziario, i giornali ne abbiano – pare – avuto notizia soltanto alla data odierna, la misura di prevenzione in oggetto è stata disposta dal Tribunale di Catania già lo scorso 5 gennaio. La stessa clientela potrà, pertanto, confermare come i supermercati G.M. siano perfettamente operanti ed aperti alla clientela, more solito. Quanto alla “ritenuta” vicinanza del sig. Guglielmino al clan mafioso Cappello, è doveroso rappresentare che, benché sia stato imputato di essere stato un partecipe dell’associazione nel 2003, lo stesso è stato assolto con formula piena da tale accusa siano in I che in II grado di giudizio (proc. 8218/03 R.G.N.R.; operazione “Ramazza”). Quanto ad altri “contatti” avuti dal sig. Guglielmino con la giustizia penale, va invece chiarito come questi riporti unicamente due precedenti penali per fatti commessi nel 2004, per i quali è già stata interamente e proficuamente scontata condanna. Naturale a questo punto, per i non addetti ai lavori, domandarsi come mai, se è vero che il sig. Guglielmino non è un delinquente incallito né tantomeno persona orbitante in contesti criminali, sia stato destinatario di un provvedimento di sequestro giudiziario. E’ la legge a prevederlo. Il sequestro che ha colpito i supermercati GM è disciplinato dal codice antimafia (D.lgs. 159/2001), la cui denominazione è invero impropria, trattandosi di un testo di Legge che disciplina le misure di prevenzione patrimoniali e personali, applicabili tuttavia non solo ai soggetti imputati o condannati per il reato di cui all’art. 416 bis c.p., ma a tutti i soggetti che si sospetta vivano, anche in parte, di proventi delittuosi.Dalla lettura del testo di Legge appena citato è infatti facilmente evincibile come la legge preveda l’irrogazione del sequestro sulla base di un mero sospetto, chiamando l’interessato e la sua difesa a fornire tutte le chiarificazioni occorrenti solo successivamente, nel corso del procedimento. Questa difesa, dunque, procederà a dimostrare come i beni oggetto del presente sequestro siano di provenienza assolutamente lecita, essendo già venuta in possesso di dati documentali importanti, che – per la natura del procedimento instaurato – non sono stati richiesti direttamente all’interessato, ma che avrebbero fatto venire meno i presupposti dell’odierno sequestro, che sostanzialmente si fonda sulla sospetta provenienza dei fondi utilizzati per l’avvio del primo punto vendita G.M. A fronte di una dichiarazione dei redditi del sig. Guglielmino non sufficiente, all’epoca, a supportare tale investimento economico, lo stesso ed i suoi famigliari hanno infatti avuto accesso ai tradizionali canali di credito assolutamente leciti, sottoscrivendo rapporti finanziari con diversi istituti creditizi. Difetterebbe, dunque, l’elemento principale di sospetto, vertente – lo si ripete - sulla capacità economica del sig. Guglielmino e famiglia di avvio della propria attività imprenditoriale, proprio per la sussistenza dei predetti rapporti di finanziamento richiesti ed ottenuti regolarmente; rapporti creditizi fin’oggi sconosciuti tanto alla Questura che al Tribunale decidente. Sempre fiduciosi nell’operato delle Forze dell’ordine e della Magistratura italiana, si attende pertanto la I udienza fissata innanzi al Tribunale delle Misure di Prevenzione di Catania, onde poter fare chiarezza sulla vicenda qui delineata nella dovuta sede giudiziaria".

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