Speciale elezioni rettore, Giuseppe Vecchio: "Pluralismo e dialogo"

Ecco la lettera scritta dal direttore del Dipartimento di Scienze politiche e sociali, uno tra i candidati a ricoprire la carica di futuro rettore. Modifiche nello Statuto e nuovo regolamento generale d'Ateneo in programma

In vista delle elezioni in cui verrà scelto il nuovo rettore dell'Università di Catania, riportiamo il programma del candidato Giuseppe Vecchio, direttore del Dipartimento di Scienze politiche e sociali. La lettera è stata pubblicata nel quotidiano "La Sicilia". Le votazioni avverranno il 21 Febbraio dalle 9 alle 19. Le eventuali seconde e terze votazioni e gli eventuali ballottaggi si terranno il 28 febbraio, il 7 e il 14 marzo.

IL CANDIDATO. Nato a Giarre nel 1952 e laureato in Giurisprudenza nel 1974, professore associato dal 1982, è professore ordinario di Diritto privato dal 1994. È stato preside della Facoltà di Scienze politiche dal 2003 al 2009 e direttore del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dal 2009 ad oggi, oltre che responsabile del Centro Orientamento e Formazione dell’Ateneo dal 2000 al 2003. 

Ha ricoperto incarichi provinciali e nazionali in Croce Rossa Italiana; dal 1996 al 2005 componente del Cga per la Regione Siciliana, dal 1997 è consigliere della Filiale di Catania della Banca d’Italia. Ha svolto attività di ricerca in materia di Istituzioni bancarie, di Istituzioni di solidarietà e associazioni, di Istituzioni per il diritto all’istruzione e all’educazione, di disciplina legale dei partiti.

PROGRAMMA. Il lungo percorso di studio, di riflessione, di confronto, di ascolto, durato quasi due anni, sta per concludersi. Fra qualche settimana l’intenso dialogo con le donne e con gli uomini che fanno grande l’Ateneo si consoliderà in un voto libero e costruttivo per l’autonomia, per l’esercizio della responsabilità di ricerca e di didattica, per l’amore per la missione che ci accomuna.

Ho raccolto nel programma di lavoro che ho pubblicato sul sito www. pippovecchio. it le speranze e le delusioni, gli impegni, le istanze di cambiamento, le ansie per le difficoltà di attuazione delle riforme, le aspettative di correzione di processi istituzionali e organizzativi in fase di sperimentazione, le istanze di autonomia dell’Ateneo, dei Dipartimenti, dei singoli che mi sono state sottoposte da ciascuno in centinaia di incontri. Mi sono sforzato di metterle insieme in una “visione” unitaria dell’università che ho avuto la responsabilità e l’onore di sottoporre alla valutazione del corpo elettorale negli incontri ufficiali organizzati dal Decano (al quale va il mio più sentito ringraziamento per la cortesia e l’equilibrio con i quali ha diretto il percorso di riflessione).

Mi auguro di poter contribuire a dare serenità al lavoro e allo studio che si svolgono nella nostra Istituzione, garantendo la ricerca delle migliori condizioni di partecipazione, di efficienza amministrativa, di confronto, di promozione. Mi impegno a porre in essere immediatamente alcune modifiche di Statuto per garantire maggiore efficienza e partecipazione; il nuovo Regolamento
generale d’Ateneo
per precisare i rapporti fra gli Organi centrali e l’autonomia dei Dipartimenti; un atto di indirizzo per la riorganizzazione della struttura organizzativa e della razionale distribuzione del personale, rispettoso della legislazione vigente e della piena autonomia dei Dipartimenti. La storia pluricentenaria dell’Ateneo esige continuità istituzionale e originalità di interpretazione dei momenti storici.

Chiedo alle Istituzioni pubbliche, in modo particolare alla Regione Siciliana, di investire in rapporti sempre più costruttivi con il sistema universitario e con l’Università di Catania sui temi della Ricerca, del Diritto allo studio e della Sanità, agevolando i rapporti con l’Europa. Autonomia universitaria e Autonomia della Regione costituiscono i punti fondamentali di un’alleanza strategica per valorizzare il ruolo della Sicilia in Italia, in Europa, nel Mediterraneo. Chiedo alle istituzioni sociali ed economiche di puntare sull’Università di Catania che continua a produrre laureati di valore e ricerca di alta qualità che vengono altamente apprezzati in tutto il mondo.

Non accetto giudizi strumentalmente negativi: nonostante la limitatezza delle risorse la nostra capacità di produrre qualità resta significativamente elevata. È necessario un impegno corale per andare ancora più avanti. Chiedo agli Studenti, alle Famiglie, alle Imprese, ai mezzi di comunicazione che esprimono l’opinione pubblica, a tutti coloro che guardano all’Ateneo come presidio di cultura critica e costruttiva, come strumento per la valorizzazione delle risorse umane e materiali, come fonte della cultura della legalità e della cittadinanza, di sviluppare valutazione rigorosa, sostegno generoso, dialogo propositivo. Mi impegno a garantire pluralismo e dialogo all’interno e all’esterno dell’Ateneo, nella ferma convinzione che la partecipazione, in tutte le sue forme, costituisce il più valido supporto all’attuazione della norma dell’art. 33 della Costituzione: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. (…)

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato”. Quella norma è il presidio fondamentale per l’attuazione dei principi di eguaglianza sostanziale e cittadinanza che costituiscono, insieme al lavoro, il fondamento della Repubblica. Quella norma ci insegna che il lavoro scientifico che scaturisce dalla libertà di ognuno, garantita dall’autogoverno dell’Istituzione universitaria, è la nostra forza e la nostra missione.

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Chiedo alle Elettrici e agli Elettori, Docenti, Tecnici, Amministrativi, Studenti di sostenere con il loro voto il progetto di lavoro che scaturisce dalla ricchezza degli incontri che ho avuto e dal contributo di riflessione che ognuno di loro mi ha generosamente offerto. Ringrazio tutti per la disponibilità al dialogo, per i contributi di idee, per lo spirito d’appartenenza all’Istituzione. Ringrazio la mia famiglia per l’affetto con il quale mi è vicina.

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