Contro i tagli ai teatri, appello alla Regione del sindaco e di Bianco

"Non possono bastare ai lavoratori del Teatro Massimo Bellini e dello Stabile le rassicuranti parole di circostanza del governo Crocetta, peraltro smentite dai fatti come si apprende da palazzo dei Normanni", ha dichiarato Raffaele Stancanelli

Contro i tagli ai teatri, si fanno sentire il Sindaco Stancanelli e Enzo Bianco. “Non possono bastare ai lavoratori del Teatro Massimo Bellini e dello Stabile le rassicuranti parole di circostanza del governo Crocetta, peraltro smentite dai fatti come si apprende da palazzo dei Normanni- ha dichiarato Raffaele Stancanelli - A dispetto delle chiacchere, ulteriori tagli stanno per abbattersi sulle massime espressioni della cultura catanese nonostante le stagioni degli spettacoli siano prossime alla conclusione e gli impegni contrattuali già definiti. Siamo solidali coi lavoratori che giustamente denunziano lo stato di abbandono della loro professionalità, oggi come ieri, da chi ha la responsabilità del governo della Regione. Si cambi rotta e si diano garanzie effettive alla vita di queste prestigiose istituzioni che non possono  subire ancora le disattenzioni di parolai in servizio permanente effettivo”.

Dal canto suo, il candidato Enzo Bianco lancia un appello al presidente della Regione Rosario Crocetta e a tutti i gruppi parlamentari dell’Ars “perché vengano riconsiderate le cifre del bilancio regionale da destinare ai teatri catanesi”.

"Catania - ha detto - è una città profondamente legata al teatro, persino sotto il profilo architettonico, con il suo barocco fatto di quinte, spezzati, fondali, luoghi deputati, ma soprattutto per la sua antica tradizione. Da due secoli la città pullula di sale e compagnie e ha visto nascere grandi attori, drammaturghi, registi, musicisti e cantanti. Tagliare i fondi ai teatri, esporli alla mortificazione delle stagioni ridotte o addirittura al rischio della chiusura, sarebbe come ferire l'anima stessa di questa città. Ecco perché lancio un appello al presidente Crocetta, sempre molto sensibile ai problemi di una cultura impastata di socialità com'è quella del teatro, e a tutti i gruppi parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana, a ridefinire le cifre previste in favore di quelli catanesi e in particolare di Massimo Bellini e Stabile. Considerato peraltro che al Bellini di Catania si pensa di tagliare il 20% contro il 10% del teatro lirico di Palermo che pure ha finanziamenti dello Stato. Lo Stabile, poi, ha subito lo scorso anno un taglio che ha rischiato di affondarlo".

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