Cronaca

Tassa dei rifiuti, Catania il capoluogo di provincia più costoso

A Catania, 504 euro e un aumento del 15,9% rispetto al 2018. La raccolta differenziata è ferma al 23 per cento. Le aree dove costa meno sono in genere quelle dove il servizio è migliore

Trecento euro: a tanto ammonta in media nel 2019 la tassa dei rifiuti in Italia, con differenze territoriali molto marcate. La regione più economica è il Trentino Alto Adige, con 190 euro, la più costosa la Campania, con 421. Catania è il capoluogo di provincia più costoso (504 euro, e un aumento del 15,9% rispetto al 2018).

E' questo il quadro che emerge dalla rilevazione dell'Osservatorio prezzi e tariffe della onlus Cittadinanzattiva. L'indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia prende come riferimento nel 2019 una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri. A livello di aree geografiche, i rifiuti costano meno al Nord (in media 258 euro). Segue il Centro (299 euro), infine il Sud, il più costoso (351 euro). Analizzando le tariffe dei 112 capoluoghi di provincia, sono state riscontrate variazioni in aumento in circa la metà, 51 capoluoghi, tariffe stabili in 27 capoluoghi e in diminuzione in 34. 

Alessandro Marangoni, Ad di Althesys, il centro di ricerca che elabora ogni anno il Was Report sull'universo del waste management, dichiara: ''La regione in cui il servizio costa meno è il Trentino Alto Adige dove la differenziata è al 72% permettendo alti tassi di riciclo. A Catania, dove la tassa è la più alta d'Italia, la raccolta è ferma al 23%. Le aree dove costa meno, come traspare dall'indagine, sono in genere quelle dove il servizio è migliore, la raccolta differenziata e il riciclo più elevati, basso o nullo il ricorso alla discarica''.

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