Sequestro beni ad aziende di trasporti, interviene la Cna-Fita nazionale

La Cna-Fita nazionale ha sempre chiarito come la nomina di Angelo Ercolano ai vertici della Fai-Catania si prestasse a critiche, riferendosi alla sua parentela diretta con il clan mafioso degli Ercolano, anche se in tal senso non sono mai emerse responsabilità a suo carico

In merito alla denuncia nei confronti di Angelo e Maria Ercolano, CNA-Fita, Unione Nazionale Imprese di Trasporto ritiene - con una nota- che il reato "contestato dalle autorità inquirenti dovrà essere verificato e, ovviamente, la notizia non può equivalere in questa fase, ad una condanna". 

Pur tuttavia è innegabile il peso che essa assume nel generale dibattito sul tenore e la qualità della rappresentanza associativa dell'autotrasporto. "Ho sempre affermato - precisa Cinzia Franchini, presidente nazionale - che bisogna entrare nel merito delle questioni e non arrivare a giudizi affrettati. Comunque - prosegue la Franchini - quando anche sul “caso Ercolano” ho sollevato una generale questione di opportunità rispetto alla sua nomina ai vertici associativi della Fai-Conftrasporto, so di essermi spinta oltre, ma sempre con l'attenzione di chi vuole prevenire, come è giusto debba fare un'associazione di categoria che deve mettere in guardia rispetto ai comportamenti ma soprattutto alle storie di ognuno. In gioco, c'era e c'è tuttora, la credibilità di tutta la rappresentanza di categoria e del sistema Paese e credo sia stato importante, come CNA-Fita, tentare di aprire allora un dibattito allargato su questioni difficili e di cui ho avvertito tutto il peso. E' faticoso ma non si può certo peccare d'ingenuità. Chi rappresenta ai massimi vertici gli imprenditori deve saper prevenire, se possibile, aspetti che possono intaccare la nostra credibilità come rappresentanti di una categoria con seri problemi. Non bisogna certo aspettare sempre e solo l'intervento delle forze inquirenti".

La CNA-Fita nazionale, nella persona del suo presidente, ha in passato più volte chiarito come la nomina di Angelo Ercolano ai vertici della Fai-Catania si prestasse a critiche e a legittimi dubbi, riferendosi alla sua parentela diretta con il clan mafioso degli Ercolano, anche se in tal senso non sono mai emerse responsabilità a suo carico. Il ruolo strategico delle associazioni di categoria, in considerazione delle ingenti risorse economiche pubbliche destinate all’autotrasporto e del peso socio-economico del comparto, capace di bloccare un paese con un fermo, impone massima trasparenza e cautela ma soprattutto deve garantire preventive e puntuali prese di distanza da ogni possibile rischio di situazioni opache in questo settore.

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