Cronaca Civita

Turismo: la città è invasa dai crocieristi, ma per loro servizi carenti

È boom di croceristi a Catania. Solo ieri mattina, da tre navi ne sono sbarcati centinaia di stranieri e italiani. Ma la permanenza lascia quasi tutti i visitatori delusi

Lo scorso 13 agosto - in attesa della prima nave da crociera che doveva arrivare al Porto di Catania - era stato avviato un nuovo servizio d'accoglienza per i croceristi in arrivo: una degustazione di propri prodotti etnei, dal vino al miele, dal formaggio all'olio, offerta delle aziende del territorio. L'iniziativa è stata resa possibile dalla collaborazione tra la Provincia di Catania, l'associazione 'Strada del Vino dell'Etna' e l'Autorità portuale.

Una tensostruttura allestita dall'autorità portuale dove temporaneamente la Provincia di Catania, ha messo a disposizione opuscoli e materiale informativo da distribuire ai turisti. Un servizio, infatti, temporaneo. Perchè da domani, i crocieristi appena arrivati a Catania non avranno più punti di riferimento.

In questo periodo di fine agosto e per tutto settembre, sono previste 21 navi da crociera e centinai di turisti. Si ritroveranno sotto al sole, senza informazioni turistiche e senza servizi per raggiungere il centro. La segnaletica turistica all'uscita del porto è carente e drasticamente inesistente quella in lingua straniera. Per i croceristi, a questo punto, non rimane che avviarsi a piedi verso il centro o utilizzare i servizi forniti dai privati, i quali con autobus e trenino offrono un giro della città con guida bilingue.

Senza dimenticare i prezzi "salati" per accedere ai musei. Per visitare il Castello Ursino, ad esempio, servono 5 euro. "I costi medi sono quelli di una destinazione turistica 'matura' - dice Giusi Belfiore, presidente dell'associazione Guide turistiche - ma Catania è ancora una città adolescente che avrebbe bisogno di iniziative per ridurre il costo e proiettare il nostro patrimonio monumentale oltre i confini. Senza promozione si rischia che dei nostri tesori i turisti sappiano ben poco".

Per le chiese barocche Catania è stata inserita nel patrimonio mondiale dell'Umanità dall'Unesco, ma non c'è traccia di cartelli che segnalino la presenza di questi tesori. Resterebbe l'ufficio turistico comunale in via Vittorio Emanuele che però è aperto da lunedì a sabato, dalle 8,15 alle 13 e dalle 14 alle 19. Insomma, un quadro desolante per una città a vocazione turistica e che stride, oltretutto, con gli slogan della politica secondo i quali Catania può vivere di solo turismo.

Nonostante tutto qualcosa funziona. E' il caso del Parco archeologico greco romano, che da quando ha autonomia di organizzazione (settembre 2010) e non ha più la gestione centralizzata della Soprintendenza ha registrato un incremento notevole di presenze. "Garantiamo - spiega la responsabile Giovanna Buda - l'apertura dei siti archeologici, durante l'estate, con puntualità, tutti i giorni. Non facciamo più la chiusura di rito del lunedì. Facciamo orario continuato dalle 9 alle 19, con una pausa dalle 14 alle 14.30, per venire incontro alle esigenze del turista. Per i flussi dei croceristi a mio avviso - conclude - servirebbe un circuito di visite ad hoc, dedicato alla Catania archeologica e monumentale, con guide turistiche specializzate, in sinergia ad esempio col Monastero dei Benedettini".

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