Unict: lo statuto d'ateneo salvato dal Tar siciliano

Lo Statuto dell'ateneo catanese, approvato lo scorso 15 dicembre è stato "salvato" dalla sezione staccata di Catania del Tar Siciliano

Lo Statuto dell’ateneo catanese, approvato lo scorso 15 dicembre - che ha sollevato parecchie polemiche - è stato “salvato” dalla sezione staccata di Catania del Tar Siciliano.  A  gennaio il Miur aveva, infatti, presentato ricorso per illegittimità dello Statuto - che funge da carta Costituzionale di una Università- contestando ben 18 punti su 43. Il Miur ne chiedeva l’annullamento sostenendo che "l’Ateneo ha sostanzialmente eluso il potere di controllo che il Ministero ha legittimamente inteso esercitare nei suoi confronti e violato le prescrizioni derivanti dalla nota 5039 del 24.11.2011 e, con esse, il principio di autoritarietà e imperatività degli atti amministrativi",  chiedendo l'immediata sospensione degli atti relativi.

Tra i punti contestati- anche dal MSC che ne ha subito fatto motivo di protesta- quelli che riguardano  la composizione del Consiglio d'Amministrazione (CdA) a discrezione del Rettore, la  bassa rappresentanza degli interessi degli studenti, l’assenza di meccanismi di bilanciamento dei poteri che vanno ad aumentare nelle mani di Rettore e Professori Ordinari e a diminuire, invece, in quelle di studenti e ricercatori.

Secondo l’Ateneo si poteva non considerare la posizione del Miur, perché  si contestava che   fosse stato il direttore generale del Ministero,e non il Ministro in persona a firmare la nota e che quest’ultima giungeva oltre i termini previsti dalla Riforma.  Il Rettore Recca rispose confidando di aver fiducia nella decisione del Tar, aggiungendo che l’unico vero danno poteva essere recato agli studenti.

Ed è il Rettore, però, che “vince”dinuovo, visto che il Tar ha dato ieri 24 febbraio la notizia che lo Statuto era “salvo”, rigettandone la richiesta di sospensione. Il giudice ha infatti sostenuto che il ricorso inoltrato dal Miur nei confronti dell’Ateneo fosse giunto oltre i 120 giorni disponibili per formulare i rilievi-vizio formale-,specificando “l’ insussistenza di significativi profili di fondatezza del ricorso, con recepita scadenza del termine perentorio entro il quale il ministero intimato avrebbe dovuto espletare il potere di controllo”.

La questione aveva sin da subito fatto emergere delle spaccature all’interno dell’accademia catanese: movimenti studenteschi, docenti e ricercatori si erano opposti alla posizione del Rettore,contestando sin da subito le modalità di elezione della Commissione dei “Saggi” che avrebbe avuto il compito di riscrivere lo Statuto e aggiungendo che quelle del Rettore fossero delle manovre dal chiaro intento politico. Tra le richieste inascoltate,anche quella del preside della Facoltà di Giurisprudenza, Vincenzo Di Cataldo che esortava in una lettera il rettore a concordare con il Miur “una cessazione delle ostilità basata sull’azzeramento di questo statuto indecente e riavviare dall’inizio il processo di redazione del nuovo statuto”.


La querelle potrebbe non essersi del tutto conclusa, dato che si attende un secondo pronunciamento sui rilievi di merito. Intanto il Rettore Recca si dice soddisfatto,specificando che era giunto il momento di “parlare di università e non di politica”. Accese saranno le reazioni che si attendono alla decisione presa dal Tar su una faccenda che ha richiamato immediatamente una costante e massiccia presenza di opposizione e protesta.

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