Passamontagna e pistole: ecco il video neomelodico che ha spaventato via della Concordia

Il video-clip del cantante Dario Porto mette in scena una Catania violenta, dove un gruppo di ragazzi organizza una rapina, con tanto di pistole e passamontagna. Le riprese avevano spaventato venerdì sera gli abitanti della cosiddetta "strada ottanta palmi", ed era stata chiamata la polizia

Erano arrivati in dieci con le armi in mano in via della Concordia, venerdì sera intorno alle 20.30, scendendo da scooter e macchine per mettersi poi in cerchio in mezzo alla carreggiata. Le pistole erano finte, giocattoli di scena, ma per questo motivo il cantante Dario Porto e il suo "staff" erano stati identificati dalla polizia, allertata dagli abitanti del luogo, a loro volta spaventati dall'arrivo improvviso del gruppo. Come ha ammesso lo stesso neomelodico, in effetti, le riprese del video-clip della canzone "Carcere" - per le quali i giovani erano arrivati nel cuore della cosiddetta "strada ottanta palmi" - non erano state preventivamente concordate con la Questura che, dunque, non aveva rilasciato alcun permesso. Una situazione risolta poi con una pacca sulle spalle un invito a fare attenzione che, tuttavia, ha portato alle scuse di Porto che, intervistato da CataniaToday, si è detto "dispiaciuto per l'accaduto". 

Il video della canzone 

Le immagini del video - pubblicato da poche ore sul canale YouTube ufficiale del cantante - effettivamente lasciano poco spazio all'immaginazione. Dopo una prima scena familiare insieme ad un bimbo, presumibilmente il figlio, il protagonista della canzone viene chiamato dagli amici per compiere una rapina ai danni di una macelleria. Arrivati a bordo di scooter, motociclette e una macchina, davanti alla bottega, i ragazzi tirano fuori le armi e le puntano in testa al responsabile, per poi svuotare la cassa e scappare con il bottino. Nella scena seguente, il gruppo di rapinatori si divide il maltolto per poi riunirsi in strada ma - seguendo la consecutio del racconto - l'accaduto porta il protagonista in carcere. Lontano dalla famiglia e dal figlio, per il quale, seguendo le parole della canzone, aveva compiuto quel gesto. 

La versione del cantante

"Sono molto dispiaciuto per quanto è successo - ha spiegato il neomelodico a CataniaToday - non sapevamo che ci volessero dei permessi particolari per fare le riprese ed effettivamente abbiamo fatto un po' di confusione". Per quanto riguarda la paura che hanno provocato le riprese, l'artista spiegava infine: "Effettivamente non c'era la polizia municipale a chiudere la zona ed è potuto sembrare strano. Ma - ha poi aggiunto - con duecento persone che guardano la scena, mi sembra un po' da ignoranti preoccuparsi". "Voglio precisare che secondo me nessuno si è spaventato per la nostra presenza - ha concluso infine Porto - né io né i miei compagni siamo ragazzi di strada, interpretavamo solo un ruolo come artisti. Forse chi ha chiamato la polizia l'ha fatto per invidia, ma non è successo nulla di particolare". 

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