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Sabato, 24 Settembre 2022
Economia

Caro energia e imprese in crisi, Confindustria: "Subito due miliardi e mezzo per la Sicilia"

I fondi - spiega l'associazione degli industriali in una nota - "sono recuperabili dalla programmazione 21/27 del FSC Fondo di Sviluppo e Coesione e dirottabili in interventi immediati a parziale ristoro del mondo che produce"

Per Confindustria, sul fronte del caro energia, occorre intervenire subito o sarà il disastro, in Sicilia e in tutto il Paese. "Gli extracosti energetici - si legge in una nota - stanno mettendo in ginocchio l’economia e il mondo produttivo. Non solo quello dell’industria, ma anche quello legato alle attività artigianali, al turismo. Occorre intervenire subito o sarà il disastro. Non è più procrastinabile un tampone alla crisi generata dall’aumento dei costi. Finora le imprese hanno eroicamente eroso i propri margini per far fronte ai rincari senza ripercussioni sul piano sociale ed economico. Ma adesso ci troviamo sull’orlo di un baratro e le previsioni per l’inverno sono terrificanti".

"È impensabile - continua -  che la campagna elettorale possa congelare l’intervento della politica in aiuto alle imprese e di conseguenza al sistema Paese. I governi regionale e nazionale devono immediatamente intraprendere azioni a sostegno delle attività economiche e produttive. L’aumento incontrollato dei prezzi sta generando una spinta inflattiva drammatica. Siamo di fronte a un problema di emergenza di sistema".

"Urge prendere provvedimenti - tuona l'associazione degli industriali rivolgendosi a Stato e Regione - Servono alla Sicilia due miliardi e mezzo, di cui due miliardi da parte dello Stato e 500 milioni dalla Regione per far fronte alla congiuntura. Fondi recuperabili dalla programmazione 21/27 del FSC Fondo di Sviluppo e Coesione e dirottabili in interventi immediati a parziale ristoro del mondo che produce”.

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