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Il caso Portoghese scuote Palazzo degli Elefanti, il Consiglio chiede risposte

In meno di 48 ore, un vero e proprio terremoto ha colpito il comune di Catania. Prima la revoca dal ruolo di segretario generale di Rossana Manno, ora la possibile estromissione del Commissario Straordinario per assenza di requisiti per ricoprire il ruolo. Le reazioni del mondo politico locale convergono sull'ennesima batosta data alla città

A pochi mesi dalla tornata elettorale per le amministrative, si stanno vivendo giornate concitate nelle stanze di Palazzo di Elefanti. I motivi riportano ad un solo nome, a quello del Commissario straordinario Federico Portoghese. Dopo la revoca del segretario generale, Rosanna Manno e il diktat per i dirigenti comunali di rilasciare dichiarazioni alla stampa salvo approvazione dello stesso Commissario, un altro colpo di scena investe il comune di Catania. Come riportato da La Sicilia, infatti, è arrivato il parere negativo dall'ufficio legislativo e legale della presidenza della Regione Siciliana sui requisiti posseduti da Porteghese per la sua nomina, da parte del governo regionale targato Musumeci, a commissario straordinario del Comune e della Città metropolitana di Catania, dopo le dimissioni del sindaco Salvo Pogliese.

Il nocciolo della questione riguarda l'inclusione di professori universitari, di ricercatori e di dirigenti delle università statali tra coloro che possono ricoprire l'incarico di commissario degli enti locali dell'Isola, ruoli che non rientrerebbero nel novero dei presupposti giuridici stabiliti per ricoprire l'incarico di Commissario negli enti locali siciliani. Portoghese ha prestato servizio come dirigente di ruolo all’università e, secondo il parere degli esperti legali, l’Ateneo – in quanto "Ente autonomo" – non rientra nel novero dei presupposti giuridici stabiliti per supplire alla mancanza del sindaco. La palla adesso passa nelle mani del governatore, Renato Schifani e i prossimi giorni potrebbero aprire nuovi,scenari.

Anastasi: “Inflitte ennesime pene alla città”

“Nel giro di 48 ore a questa città si stanno infliggendo delle pene che non merita – afferma a Cataniatoday il presidente del Consiglio comunale, Seby Anastasi - Cosa deve ancora subire la cittadinanza dopo un sindaco sospeso, il dissesto e le varie emergenze? Ora a quattro mesi dal voto, con la festa di Sant’Agata, gli equilibri finanziari da mantenere per il dissesto e i fondi del Pnrr, ci ritroviamo nel giro di pochissime ore davanti a questa situazione senza aver avuto nessun contatto ne' prima ne' dopo con Portoghese. Abbiamo saputo tutto tramite la stampa. Sulle prerogative del Commissario nessuno ha niente da dire, il problema è il metodo. Portoghese ha lamentato, anche in aula, di essere solo, ma ha preso queste decisioni senza informare, anche a cose fatte, né l’Ufficio di Presidenza nè i Presidenti delle Commissioni”.

Alle parole di Anastasi fanno eco quelle di Beppe Gelsomino, capogruppo di Prima l'Italia, Giuseppe Gelsomino: “Siamo sbalorditi, venire a conoscenza di questi eventi da parte della stampa e non dal Commissario non ci è piaciuto. Questo quinquennio non si è fatto mancare nulla, ora aspettiamo risposte nei prossimi giorni. E, sulla revoca della Manno, Gelsomino è lapidario: “Inspiegabile”.

Possibili correlazioni 

Il parere negativo sulla nomina di Portoghese arrivato a distanza di 48 ore dal licenziamento del segretario Rossana Manno getta qualche ombra sulle possibili motivazioni. A dare adito a possibili giochi di palazzo sarebbe la quasi concomitanza dei due eventi. L'allontanamento della Manno è stato dettato da motivi amministrativi o dietro c’è una mossa politica? Se Anastasi e Gelsomino non si sbilanciano, il capogruppo penstallato Graziano Bonaccorsi, invece, non lo esclude a priori: “Non mi sorprenderei per nulla, potrebbe non esserci un motivo del tutto politico ma potrebbero venir fuori dei risvolti interessanti - lascia intendere Bonaccorsi -L'unica cosa certa è che dopo la notizia del licenziamento della segretaria generale Rossana Manno adesso arriva quella che Portoghese sembrerebbe non avere i requisiti per il ruolo. E' una situazione incredibile, questa Amministrazione ha raggiunto livelli folli". Bonaccorsi, a tal proposito, ha fatto richiesta formale di seduta straordinaria di consiglio per comprendere cosa stia accadendo e quali i potenziali rischi per l’amministrazione e per il Consiglio comunale. Un consiglio, che al di là di possibili congetture, si preannuncia infuocato e pieno di tensione, in attesa di sapere se davvero il "traghettatore" scelto per accompagnare questa legislatura fino alle prossime elezioni arriverà in porto. 

Puntuale anche la nota del segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo che punta il dito contro Palazzo d'Orleans: "Ma è il governo della Regione o le comiche? - si chiede ironicamente Barbagallo - Come altro definire l’esecutivo di centrodestra guidato da Schifani che smentisce, atto dopo atto, il governo precedente, di centrodestra, guidato da Musumeci? Nei giorni scorsi nomine di sottogoverno a soggetti senza requisiti. E oggi, a pochi mesi dalle amministrative, si apprende che l’ufficio legislativo e legale della Regione avrebbe emesso un parere secondo cui Federico Portoghese,  nominato al posto del sindaco, (di centrodestra) dimesso, non avrebbe i requisiti per ricoprire il ruolo affidatogli dal precedente governo (di centrodestra)”. 

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